TIMORIA




I Timoria sono stati una delle più belle realtà del panorama musicale italiano di sempre, segnando la vita di migliaia di ragazzi con la loro musica fatta di arte e poesia. Nascono nel 1985 come “PRECIOUS TIME” e proprio con questo nome che l’anno seguente partecipano e vincono il concorso musicale indetto da “Il Giornale di Brescia”, Deskomusic. Questa vittoria permetterà loro di partecipare alle selezioni di “Rock Targato Italia”, di aggiudicarsi la vittoria nonostante siano il gruppo più giovane a partecipare e quindi la possibilità di aggiudicarsi la possibilità di effettuare un provino con la Polygram. Nel Maggio del 1988 esce il primo singolo della band bresciana, “Signornò”, brano antimilitarista dedicato ad Amnesty International. Nell’estate dello stesso anno i Timoria realizzano una turnèe italiana registrando oltre 30000 presenze. La partecipazione a Rock targato Italia porterà il gruppo anche alla produzione di un extended play per la polygram, intitolato “Macchine e Dollari”, contenente quattro brani, tra cui la title-track e “Ma perché mi vuoi?”, che segneranno la loro ascesa al successo. Nello stesso anno i Timoria partecipano anche alla compilation “Scorribande”, con il brano “L’altra via”, dedicato al 40° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. La formazione non è ancora quella definitiva. Mancano infatti Enrico Ghedi e Carlo Alberto Pellegrini (detto Illorca) che entrerà nel gruppo l’anno seguente al posto di Davide Cavallaro. Nell’estate del 1989 le maggiori piazze italiane applaudono il tour dei Timoria che si concluderà con la tappa di Milano al City Square, ospiti del gruppo inglese Stone Roses. Nello stesso periodo esce il 45 giri contenente il brano “Non sei più tu” e la cover dei Ribelli, “Pugni chiusi”, omaggio, nel decennale della sua morte, al cantante degli Area, Demetrios Stratos. La formazione del gruppo è quella definitiva. I Timoria, composti da Omar Pedrini, Enrico Ghedi, Carlo Alberto Pellegrini, Diego Galeri e Francesco Renga, suonano per la prima volta insieme il 13 Giugno 1989 a Firenze per solidarietà agli studenti di Piazza Tien An Men. A Novembre dello stesso anno nasce la collaborazione con Gianni Maroccolo, allora bassista dei Litfiba, da cui nasce il 45 giri “Walking My Way” e, nwl 1990, il primo Lp della band, “Colori che esplodono”, che si classificherà sesto nel referendum annuale della critica musicale. L’album è un omaggio dell’autore Omar Pedrini a grandissimi artisti come Van Gogh, Kandiskij, Mussorgskij che prima di lui hanno sottolineato lo stretto legame tra le varie espressioni artistiche. Il videoclip di “Milano (non è l’America)” , corredato da immagini di Wim Wenders, viene passato spesso su Videomusic. Il 1990 si chiuderà con un concerto a Parigi per l’annuale Fete de la Musique (festa della musica). Il 1991 segna la partecipazione dei Timoria alla 41° edizione del Festival Di Sanremo nella sezione nuove proposte con il brano “L’uomo che ride”, basato sul romanzo di Victor Hugo. Nonostante l’eliminazione nella prima serata, il gruppo si aggiudicherà il Premio della Critica. Il brano sanremese entrerà a far parte dell’album “Ritmo e Dolore”, pubblicato nel 1991 e prodotto sempre da Gianni Maroccolo. Trascinato da canzoni come “Nata dal cuore“ e “A Message For You”, oltre alle già citate “L’uomo che ride” e “Ritmo e Dolore”, l’album riscuote un ottimo successo come il tour che ne segue. Il 1992 è l’anno di “Storie per Sopravvivere”, che segna la nascita della collaborazione con Angelo Carrara. Nonostante la presenza di brani come “Sacrificio”, “Atti Osceni” e “Non Siamo Solo Noi”, dedicata a Freddie Mercuri, l’album non soddisfa nè la critica nè il gruppo stesso. Nella successiva ristampa sarà inclusa la canzone, “Male Non Farà”, scritta da Luciano Ligabue, del quale i Timoria apriranno undici concerti del tour Lambrusco e Popcorn. Nel 1993 esce “Viaggio Senza Vento”, un concept album di ventuno brani il cui tema fondamentale è il viaggio verso l’oriente alla riscoperta di se stessi, che li consacrerà definitivamente. Il singolo, “Viaggio senza Vento” conquisterà pubblico e critica, portando l’lp ai primi posti in classifica e alla conquista del disco d’oro. Seguirà un tour lungo dieci mesi dove i Timoria si troveranno ad affiancare gruppi del calibro di Aerosmith, Sepoltura e Helmet. Esce il singolo “Sangue Impazzito”, di cui viene girato un videoclip molto toccante che porterà i Timoria di nuovo al centro dell’attenzione della critica. Alla fine del tour l’album ha venduto cinquantamila copie. Nel 1995 esce il quinto album “2020 Speedball”, e la band è chiamata a collaborare al tributo ad Augusto Daolio, per il quale sarà incisa “Io Vagabondo” rivisitata insieme a Gianna Nannini. “2020 Speedball” è un bellissimo album composto da diciassette brani ambientati nel futuro prossimo, in cui la realtà virtuale è vista come il sostituito della droga. Queste tematiche si possono riscontrare in canzoni come “2020”, “Speedball” e “Brain Machine”. Il tema principale dell’album è racchiuso nella ricerca di un posto nuovo da colonizzare (“Europa 3”), lontano dal mondo malato in cui viviamo, segnato da ritmi veloci (“Weekend”) e dal divertimento giovanile come le discoteche (“Dancing Queen”). A tutto questo si sovrappone il bisogno di arte, di valori come l’amicizia, l’umiltà e comunicazione soprattutto tra i giovani (“Senza Far Rumore”). Nel Luglio del 1996 esce il primo album solista di Omar Pedrini, “Beatnick”. Undici brani di cui uno “Non c’è più l’America” dedicato al grande artista livornese Piero Ciampi. L’album ispirato dai grandi della beat generation, è pieno zeppo di riferimenti culturali, da Jack Kerouac ad Allen Ginsberg. Durante il 1996 il brano “Dancing Queen” viene incluso nell’album “Euro13 Compilation #3”, una raccolta dei più importanti gruppi europei pubblicata in Francia. I Timoria sono gli unici italiani presenti nella compilation. Nel Febbraio del 1997 esce “Eta Beta”, sesto album della band in cui sono presenti diverse collaborazioni come Leon Mobley, Dave Fuczinsky e Luca Zulu Persico dei 99 Posse (“Sudeuropa”). Nell’album è presente anche la cover di “Zombie La Mouche” dei Negresses Vertes e un brano cantato in francese, “Europanic”, segno che l’esperienza francese ha contrassegnato la carriera della band. Nell’Aprile del 1997 I Timoria sono di nuovo in viaggio. Durante una pausa del Etabeta tour i Timoria collaborano con Antonella Ruggero alla realizzazione di due brani, “C’è tutto un mondo intorno” e “Ti sento”, che verranno inserite nel nuovo album della cantante, Registrazioni Moderne. In quel periodo inizia anche la collaborazione con Marco Lodola, artista molto conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori realizzati con materiali poveri, suonando alle inaugurazioni delle sue mostre. Nel Febbraio del 1998 esce la prima antologia della band bresciana intitolata “Senza Tempo- Dieci anni”. Oltre ai maggiori successi l’album contiene anche due inediti, “Cuore mio” e “Terra Senza Eroi”, registrati durante la sessione di Speedball. Nel Maggio dello stesso anno i Timoria si separano dal loro cantante storico, Francesco Renga che intraprende una carriera solista che lo porterà a trionfare al Festival di Sanremo del 2005 con il brano “Angelo”. Nonostante l’abbandono di Renga i Timoria non si perdono per strada, ma al contrario ripartono subito insieme ad altri due nuovi compagni di viaggio: Filippo Ummarino alle percussioni, già presente per tutto l’Etabeta tour, e Sasha Torrisi cantante e chitarrista di Parma. L’occasione giusta per presentare la nuova band si presenta durante il Brescia Music Art, festival artistico all’insegna della collaborazione dei diversi generi artistici: tre giorni di musica, pittura, poesia, scrittura e molto di più che attirarono artisti come 883, Jovanotti, Alberto Fortis, Marco Lodola, Marc Kostabi, Emidio Clementi e molti altri. Così con la nuova formazione al completo nel settembre del 1998 iniziano le sessioni di registrazione del nuovo lp, “Timoria 1999”, che vedrà la luce in gennaio 1999, anticipato da tre singoli, tra cui “Deserto” e “Profondo blu”. L’album contenete dodici brani presenta la canzone “L’amore è un drago dormiente”, su testo di Aldo Busi e musiche di Omar Pedrini. I Timoria ritornano in tour che li porterà in tutta Italia e in parte dell’Europa e che si concluderà in Piazza Loggia a Brescia con un concerto per il nuovo millennio. Il 2001 è l’anno del “El Topo Grand Hotel”, che vede il guerriero Joe rimettersi in cammino, tradito dal suo tempo e annoiato dalla cattiveria dei suoi nemici. Questa volta si tratta di un viaggio di sola andata che porterà il nostro guerriero verso una nuova soglia percettiva in cui presente, passato e futuro sono soltanto le dimensioni parallele della sua realtà. Il viaggio verso Europa 3 passa attraverso luoghi geografici e luoghi interiori, volti, incontri, racconti, saluti e improbabili location come El Topo Grand Hotel, il Castaneda sciamano, i Velvet Underground di Nico, Amsterdam, Lawrence Ferlinghetti, Ugo Tognazzi, il Mexico, Tikal, i Doors di Jim Morrison, “Godi s a dj” scritto sul muro di un bagno, l’isola di Wight, Vincent Gallo, Chet Backer, la nuova Europa, Mork. Dietro il viaggio di Joe, come in un grande affresco, i Timoria salutano e omaggiano le stelle comete del secolo che va via, tracciando un invisibile filo rosso tra personaggi capaci di influenzare la realtà con la forza della propria arte. “El Topo Grand Hotel”è il decimo album dei Timoria che riuscirà ad aggiudicarsi il titolo di terzo miglior album nel referendum indetto dalla rivista Musica&Dischi e che permetterà al gruppo di collaborare con artisti quali Ferlinghetti, Jodorowsky, Eddie Henderson, James Thompson, David Fuczinski, Leon Mobley e Articolo 31. Al nuovo album segue “El Topo Grand Hotel Tour” che porta i Timoria in tutta Italia, compresa la partecipazione all’Heineken Jammin Festival di Imola e come opening act per gli U2 allo Stadio Delle Alpi di Torino. Nello stesso anno Omar Pedrini pubblica per Stampa alternativa una raccolta di poesie intitolata “Acqua d’amore ai fiori gialli”. Nel 2002 i Timoria partecipa per la seconda volta al 52° edizione del Festiva di Sanremo con il brano “Casa mia” che successivamente verrà inserito nell’album pubblicato il 5 Aprile, “Un Aldo Qualunque Sul terno Magico”, undicesimo album e colonna sonora del film di Dario Migliardi “Un Aldo Qualunque”, che vede tra i protagonisti lo stesso Omar Pedrini nella parte di un prete rock, don Luigi. L’atmosfera evocata dall’album è la stessa che si respira nel film, ambientata negli anni 70. Il disco presenta forti colori beat, con incursioni psichedeliche che richiamano la mondo musicale degli anni ‘60/’70 senza tralasciare il sound rock che dalle origini caratterizza la musica dei Timoria. Nel 2003 i Timoria si sciolgono o meglio si prendono una pausa di cinque anni dopo aver regalato ai proprio fan un doppio cd live contenente trentadue tracce del percorso che ha fatto volare migliaia di fan. Successivamente lo scioglimento del gruppo ognuno ha preso la sua strada. Enrico Ghedi ha abbandonato la musica per la poesia, e attualmente è tecnico di computer e collabora con Melyssa Web technology. Diego Galeri e Illorca hanno iniziato una nuova avventura con un nuovo gruppo, i Miura che hanno già all’attivo un album. La sfortuna ha voluto che nel 2005 Galeri ed Illorca tornando da una seduta di registrazione abbiano avuto un brutto incidente automobilistico nel quale Galeri ha riportato lievi conseguenze mentre Illorca ha ricevuto un forte colpo alla testa che gli ha provocato piccoli ematomi, dopo un’intervento chirurgico riuscito bene ha iniziato la riabilitazione ma i tempi di guarigione sono molto lunghi. Sasha ha intrapreso la carriera da solista ed è in lavorazione il suo primo lavoro. Francesco Renga, uscito dal gruppo ne 1998, continua la sua carriera da solista e attualmente lavora al suo quarto album solista. Ummarino continua la sua carriera musicale suonando nella band di Omar Pedrini che, dopo aver sfiorato la morte per un’aneurisma aortico in atto, che lo ha costretto a restare fuori dai giochi per due lunghissimi anni, è tornato alla ribalta con il suo terzo album solista, “Pane Burro E Medicine”, album che come da titoli si presenta come un diario.
Jacopo Aloisi
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