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THE WHO

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La storica rock band inglese nasce a Londra nei prima anni sessanta. Il gruppo originariamente chiamato The Detours, nel 1964 cambiò nome in The Who e con l’arrivo del batterista Kate Moon la formazione, che già comprendeva il cantante Roger Daltrey, il chitarrista Pete Townshend e il bassista John Entwistle, fu al completo. In questo primo periodo furono guidati da Pete Meaden, che essendo un esponente del movimento Mod, fece del gruppo il portabandiera di questo movimento anche se i componenti non erano affatto seguaci di quel modo di vivere. Inoltre Meaden cambiò nome al gruppo in The High Numbers con il quale la band non ebbe successo nell’audizione alla EMI;dopo questa delusione Meaden fu cacciato e si tornò al precedente nome. I manager diventarono Kit Lambert e Chris Stamp e la band incise il suo primo singolo “I Can’t Explain” e firmò il suo primo contratto con la Decca. Nel 1965 venne pubblicato il primo album della band “My Generation”dal quale venne estratto il primo omonimo singolo, definito inno del Mod. In questo anno il talento e l’ispirazione di Townshend aumentarono e il chitarrista prese sempre più la posizione da leader del gruppo a discapito di Daltrey al quale la cosa non andò giù; quindi dopo una breve frattura e un breve allontanamento del cantante per motivi di atteggiamento tutto tornò al proprio posto. Dopo l’uscita dell’album, gli Who firmarono con l’Atlantic non contenti del trattamento ricevuto dalla Decca. Dopo un tour promozionale nel Nord Europa il gruppo si riunì per scrivere nuovo materiale. Lambert stimolava la vena creativa ed artistica di Pete, che già stava pensando alla realizzazione di un’opera rock, e obbligò ogni componente alla creazione di almeno due pezzi che andarono a formare il nuovo album del 1966 “A Quick One” che essendo troppo breve fu concluso dalla mini opera di Townshend” A Quick One While He’s Away”. Dopo l’uscita dell’album iniziarono una serie di concerti negli USA con cui ebbero molto seguito e successo grazie anche alla loro grande energia che mettevano sul palco. Infatti sono ricordati oltre che per la loro potente musica, per il loro carisma nei concerti nei quali Pete e Kate concludevano il loro spettacolo distruggendo il palco e gli strumenti. Per queste esibizioni di violenza che non riguardavano solo i palchi ma anche le stanze di albergo, i quattro diventarono i miti dei ragazzi ma ebbero anche molti guai con la legge. Nel dicembre del 1967 uscì il primo concept album”The Who Sell Out”contenente pezzi come “I Can See For Miles” e “Real”,un’altra mini opera,che inizialmente non ebbe grande successo per la sua grande innovazione ma che in futuro fu rivalutato dalla critica come il miglior lavoro della band. In questo periodo il chitarrista si disintossicò dalle droghe e subì molto l’influenza del maestro spirituale Meher Baba, al quale fu dedicata in seguito la canzone “Baba O’Riley”. Nel frattempo la musica degli Who si evolveva e diventava sempre più complessa grazie alla volontà di Townshend di creare un’opera rock completa. Questa volontà si concretizzò con la realizzazione della prima opera rock della storia”Tommy” dove si tratta la storia di un bambino che privo dei sensi riesce a raggiungere, grazie alla sua condizione, la visione di Dio. Nel 1968 fu pubblicato l’album che non ebbe una grande accoglienza dal pubblico e dalla critica ma l’opera che veniva eseguita quasi per intera nei live divenne un grande successo soprattutto dopo la consacrazione nell’estate del 1969 al Woodstock Music Festival. “Tommy” divenne ben presto un successo mondiale grazie anche al film-documentario e alle molte interpretazioni teatrali che seguirono negli anni successivi. In questo periodo Pete fu affascinato e prese confidenza con il sintetizzatore che gli permise di dare sfogo alle sue illimitate capacità di comporre. Egli stesso disse: “Mi piacciono i synth, perché mi portano a portata di mano ciò che non lo è: il suono di un’orchestra, corni francesi, archi…premi un bottone e lui ti risuona tutto a velocità doppia”. Quindi grazie anche a questo strumento si rimisero a lavorare su nuovi pezzi, ma prima registrarono il loro primo album live ”Live At Leeds” che realizzarono all’università di Leeds e che oggi è considerato uno dei migliori album live mai registrati. Il nuovo materiale che doveva servire per il progetto del concept-album ”Lifehouse”,un romanzo fantascientifico circa la realtà virtuale con un ragazzo protagonista che riscopre la musica rock, che non verrà mai concluso, entrò a far parte del nuovo album”Who’s Next” che venne registrato a New York nel 1971 e che verrà riconosciuto da molti come il miglior lavoro della band nel quale si possono ascoltare brani entrati nella storia del rock come “Baba O’Riley”,”Behind Blue Eyes” e ”Won’t Get Fooled Again”, quest’ultima rimase per il resto della storia della band il pezzo di chiusura di tutti i concerti. Altre tracce che dovevano comporre “Lifehouse” diventarono singoli o andarono a finire in altri lavori come “Odds & Sods” o nei lavori solisti di Pete che produsse per tutti gli anni ’70. Il primo a lanciare un album solista fu John Entwistle, “Smash Your Head Against The Wall” ,poi venne seguito da Roger con l’album “Daltrey”. Nel frattempo Pete continua a lavorare per la realizzazione della nuova opera rock. Quadrophenia, che ebbe qualche problema in fase di remixaggio per l’inadeguatezza della tecnologia, infatti la voce del cantante era coperta molto dalla potenza del suono; tutto questo contribuì ad inasprire il rapporto di Roger con il resto del gruppo. L’album narra cinque giorni della vita di Jimmy, un adolescente fan degli High Numbers, che vive la lotta tra Mod e Rockers nella Londra del 1964; è il lavoro più ricordato dopo Tommy. Durante il tour promozionale di Quadrophenia, Kaith, lasciato dalla moglie, cadde in una profonda crisi depressiva che lo portò ad abusare di farmaci ed alcolici e nel concerto di S. Francisco svenne per ben due volte sul palco per avere preso dei tranquillanti e fu sostituito da Scott Halpin, uno spettatore che quel giorno ebbe una grande fortuna. Nel periodo successivo al tour, la Universal iniziò le riprese di Tommy sotto la guida di Kan Russel che scelse nomi di spicco come Elton John, Eric Clapton, Jack Nicholson e il ruolo di protagonista andò a Daltrey, che riprese il suo posto da leader nel gruppo. Anche Pete, come Kaith, entrò in crisi e con l’aggiunta dell’abuso di alcool, il suo entusiasmo diminuì notevolmente tanto da influire notevolmente il lavoro successivo degli Who. Infatti l’album “The Who By Numbers” non ebbe il successo dei precedenti e questo insuccesso si constatò nei concerti, quando il pubblico si esaltava più per i vecchi pezzi. Dopo due anni di stop, assenza dagli studi e la fine dei concerti dal vivo i quattro ripresero i lavori per la realizzazione di “Who Are You”, che doveva uscire insieme al film sulla storia della band, e nel 1978 completarono le registrazioni ed il film. Venti giorni più tardi l’uscita del disco e del film Kaith Moon morì per un overdose di farmaci prescritti contro il suo alcolismo. Dopo la morte del batterista sembrava che il gruppo si dovesse sciogliere ma non fu così dato che la band aveva ancora molti progetti e lavori in corso come il film-documentario “The Kids Are All Right”. Quindi si sostituì Moon con Kenney Jones , ex batterista degli Small Faces ed amico di Pete e John. Questo rimpiazzo non rese felici i fan del gruppo che non apprezzavano lo stile differente rispetto al grande ed inimitabile Kaith, inoltre furono aggiunti un tastierista, John Bundrick, e una sezione di fiati. In seguito al tour americano nel 1980 i componenti del gruppo si dedicarono ai progetti solisti. Pete fece il suo debutto da solista con “Empty Glass” ma ebbe anche molti problemi con alcool, cocaina ed eroina che gli resero la vita dura e che non l’aiutarono nel nuovo lavoro “Faces Dances” degli Who, che ricevette molte critiche nonostante il singolo “You Better, You Bet”. Roger nel frattempo realizzò “McVicar” una pellicola che ottenne un buon successo, ma durante un suo tour si rese conto che il suo compagno Pete aveva bisogno del suo aiuto; infatti Townshend aveva rischiato molto con un overdose di eroina al Club Of Hereos di Londra e fu salvato in extremis dai medici. Dopo questa brutta esperienza decise, con l’aiuto di familiari e amici, di ricoverarsi in California per disintossicarsi. Ritornato dall’America gli Who si rimisero a lavoro e realizzarono un album di poco successo “It’s Hard”, che trattava dei problemi della guerra fredda e del rapporto uomo-donna. Dopo il tour del 1982 in Usa e Canada ci fu l’annuncio del ritiro dalle scene del gruppo storico, e il concerto del 12 Dicembre a Toronto fu l’ultimo spettacolo; l’evento fu trasmesso via radio. Pete provò a creare nuovo materiale per un nuovo album ma il 16 dicembre del 1983, lui stesso, diede la notizia dello scioglimento del gruppo in una conferenza stampa. Ricominciarono le carriere soliste ma nel 1985 ci fu la prima riunione, con l’esecuzione dei pezzi di successo, per il Live Aid, evento di beneficenza e sostenimento per l’Etiopia organizzato da Bob Geldof. Roger si dedicò al cinema e alla televisione e nel 1985 andò in tour, nel 1987 fu il turno di Entwistle. Nel 1988 gli Who si riunirono di nuovo per ricevere il BPI Life Achievement Award, suonando alla Royal Albert Hall. Per il 25° anniversario tennero un tour nell’estate del 1989 con una formazione decisamente cambiata rispetto all’originale. In questi concerti venne eseguito “Tommy” per intero e nella tappa di Los Angeles ci furono ospiti di spessore come Elton John, Phil Collins e molti altri. Dato il successo ancora vivo di “Tommy” Pete riscrisse l’opera per Broadway. Nel 1990, quindi appena compiuti i 25 anni di carriera, gli Who vennero nominati per l’inserimento nella Rock&Roll Hall Of Fame e si candidarono al titolo di “World’s Greatest Rock Band” insieme agli unici Beatles e Rolling Stones. Pete pubblicò un nuovo album solista “Psycoderelict” con il quale effettua un tour di non grande successo. Dopo la smentita di un’altra riunione per il 30° anniversario, Roger organizzò un immenso concerto, per i suoi 50 anni, alla Carnegie Hall, al quale diedero il loro contributo anche Pete e John. In seguito il cantante ed il bassista partirono in tour per l’America con le canzoni degli Who; alla chitarra ci fu Simon Townshend, fratello di Pete, e alla batteria Zack Starckey, figlio di Ringo Star. Nel 1996 ci fu un’altra riunione con l’esecuzione di “Quadrophenia” per un unico concerto di beneficenza all’Hyde Park ma che poi fu seguito da un nuovo spettacolo al Madison Square Garden di New York e da un tour che non venne annunciato come tour degli Who ma con i nomi dei componenti. Poi ripresero le loro singole strade. Nel 1999 si riunirono di nuovo, insieme a Bundrick e Starkey, per una serie di concerti di beneficenza che ebbero molto successo. Questo successo portò il gruppo nell’estate del 2000 ad un nuovo tour e nuovi concerti. Prima del tour del 2002 Entwistle venne trovato morto per un overdose di cocaina, ma il tour si fece comunque con l’ingresso del bassista Pino Palladino. Nel 2004 gli Who registrarono due nuove canzoni “Old Red Wine” e “Real Good Looking Boy” che entrarono a far parte della raccolta “The Who:Than and Now”. Dopo la pubblicazione di questa raccolta il gruppo fece una mini tournee mondiale toccando anche Giappone ed Australia. Nella primavera del 2005 venne annunciata l’uscita di un nuovo album da studio che venne poi rimandata al 2006. Dal nuovo album “Endless Wire” vennero estratti due singoli che uscirono sul portale iTunes, “Tea & Theatre” e “It’s Not Enough”. Nel 2007 uscirono due dvd, “Amazing Journey: The Story Of The Who” e “Amazing Journey: Six Quick Ones”, che raccolgono interviste ai componenti storici del gruppo e spezzoni live.

Fabio Cardarelli

Jacopo Aloisi

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j.aloisi@virgilio.it


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