
Label: CYCLONE EMPIRE
Anno: 2010
Release date: 22/01/2010
Nuova band nel roster della Cyclone Empire Records, ma formata da nomi molto noti dell’intera scena estrema mondiale. Stiamo parlando dei Grotesquery, death metal act formato niente meno che dal vocalist Kam Lee, (con trascorsi nei Massacre, Death/Mantas, Denial Fiend) e dall’ axeman Rogga Johansson (Paganizer, Edge Of Sanity, Demiurg, Deranged) che con l’album in questione dal titolo Tales Of The Coffin Born, creano un concept album che si basa su storie narrate da Edgar Allen Poe e H.P. Lovercraft, tessendo le trame della loro musica tra immaginazioni di fantasmi e storie di ordinario terrore.
Proprio questi sono i motivi che spingono la band ad autodefinirsi, ‘Horror Metal’. Al di là delle questione puramente dedicate ai testi del disco, quello che colpisce maggiormente è la assoluta qualità di questo lavoro. La grande esperienza di due dei membri di tale band è stata sicuramente importante nella scrittura dei brani, ma questo è un discorso che potrebbe valere anche per altre centinaia di gruppi, quindi rimango assolutamente colpito dall’istinto killer di Tales Of The Coffin Born.
Brani di puro death metal "Old School", senza fronzoli e suonato con la massima perizia tecnica, chitarre in evidenza grazie ad un riffing accurato e mai scontato nonostante la non originalità della proposta, la voce grave e cavernosa di Lee che rende al massimo grazie ad una produzione ottima, e per ultimo, ma di certo non meno importante, è il lavoro svolto dietro le pelli, preciso, secco, distruttivo e sempre in primo piano, come a voler dimostrare di essere la vera colonna portante di tutto il disco.
Ogni traccia è preceduta da un intro narrato con voce a volte spettrale ed in altre brutale, che ci presenta le tematiche della seguente traccia. Nonostante si tratti di un album solido e quadrato, si possono captare anche diverse influenze al suo interno, come in ‘Necromantic Ways’, dove troviamo ambientazioni doomish e funeree, mentre altri brani come ‘This Morbid Child’ esprimono grazie alla loro energia "distruttiva" stati d’animo completamente opposti.
Un album che si inserirebbe alla perfezione tra le uscita in campo death che avevamo nei lontani anni ’90, quando Cannibal Corpse, Bolt Thrower e band annesse ci distruggevano i timpani. Davvero un grande album, e senza stare a pensarci troppo, possiamo definirlo finalmente un sano disco di puro Death Metal!
83/100