SANT’ANTONIO STUNTMEN - Into The Aorta

Label: BLACK NUTRIA / AUDIOGLOBE
Anno: 2006
Quartetto proveniente da Padova, i Sant’Antonio Stuntmen ci regalano un disco eccellente, pieno zeppo di emozioni acide e aggressive, rock sporco e vintage contaminato qua e la da noise e post hardcore, dimostrando di sapere come frullare questi suoni per darli in pasto ai loro fans. Into The Aorta è un mix già sapiente di sonorità che ti travolgono senza sosta, una varietà impressionante di tumultuose sensazioni che ci assalgono, quasi a sottolineare che loro sono Stuntmen, ed ovvero tutto quello che di diverso possa esserci rispetto alla banalità e ai suoni scontati. Musica impazzita quindi, ma senza tralasciare la logica dei brani, sempre impostati in modo tale da rendere la proposta quadrata come non mai, con innesti stoner e contaminazioni metal, rendendo impossibile poter catalogare la loro proposta. Dopo l’ ‘Intro’ semi-post-elettro-pop (!!!!!) parte la prima scheggia del disco ‘Ruzene’, che insieme alle successive ‘Elvis’ e alla impronunciabile ‘Superdeathbrutalgrindskifosilimbo’ racchiudono la vera essenza della band, tra ritmiche che spaziano da uno stoner-noise incontenibile e innesti post rock, dove la voce riesce a dare l’amalgama giusta alle canzoni, che possiedono la capacità di rilasciare incredibili dosi di adrenalina. Importante è anche il suono del basso che in questo caso oltre a dare alla sezione ritmica tempi e cadenze risulta essere una vera arma in più per gli Stuntmen. La strumentale ‘Sommergibile’ e ‘Sushi Monster’ sono invece più introspettive e meno irruente nell’incedere, ma non per questo di inferiore qualità. Potremmo accostare i Sant’Antonio Stuntmen a sonorità di mille gruppi diversi come ad esempio l’incrocio tra Sonic Youth, Motorpsycho e Kyuss, ma questo non renderebbe l’idea della loro musica per chi volesse approcciare con Into The Aorta, e questo pensiero viene infatti subito messo da parte da ‘A-Ah-Ha’, più post rock rispetto alle precedenti, mentre ‘Sofà’ si mantiene sui territori schizzati e frenetici delle prime tracce, prima dell’ultimo episodio ‘Caene’, ballata melodica, aspra e disarmonica, che chiude in bellezza tutto il lavoro. Forse se una pecca vogliamo trovarla sta nella produzione non proprio all’altezza della situazione, ma questo non intacca la superba prestazione di un gruppo che sa ironizzare e sciogliere nel proprio acido tutte le influenze dei loro elementi, proponendoci così un disco malsano ma incredibilmente piacevole.
VOTO: 85/100
www.santantoniostuntmen.it
www.myspace.com/santantoniostuntmen
Leoncini Antonio