RITUAL OF REBIRTH - Ethical Disillusion

Label: NADIR RECORDS / MASTERPIECE DISTRIBUTION
Anno: 2008
Una nuova realtà italiana si affaccia sul panorama musicale estremo, e lo fa sfacciatamente, senza particolari timori reverenziali, sfornando un disco moderno, schizzato e graffiante, che sembra provenire dalla più industriale ed inquinata zona della nostra terra. Stiamo parlando dei Ritual Of Rebirth, che con il primo full lenght album, si prepara a devastare i nostri timpani con Ethical Disillusion, prodotto da Tommy Talamanca presso i Nadir Studios e quasi subito spedito sugli scaffali pronto per far cadere quanti più adepti possibili sotto le sue influenze rabbiose e metalliche.
Il sound è malato e claustrofobico, il tutto tra ambientazioni tetre ed opprimenti, strutturate su di una sezione ritmica martellante e quadrata come non mai, sempre a dettare i tempi, a volte cadenzati con mid tempos ed in altre circostanze con sfuriate di doppia cassa, coadiuvata da un basso sempre presente e dal suono pomposo e futuristico. Il riffing spesso articolato e nervoso rende il muro sonoro graffiante, tra suoni compressi e ultra-moderni ed una voce che definire lancinante sarebbe poco illustrativo. ‘Shapeless’ ci porta dentro il disco, dove le ritmiche contratte ci ricordano alcune soluzioni vicine ai ‘Meshuggah, mentre in ‘Random Hate’, oltre alle già citate caratteristiche trovano spazio anche aperture melodiche che destabilizzano in maniera positiva il brano andando a spezzare letteralmente il sound, che passa da un intro tirato e con screaming vocals, ad una seconda parte melodica con voci pulite che si inseriscono ottimamente nella struttura. Continui cambiamenti di tempo repentini sono una delle caratteristiche principali dei Ritual Of Rebirth, che nella parte centrale del disco danno vita ad una serie di attacchi frontali senza soluzione di continuità con ‘Disconnected’, una delle migliori del lotto, le dirette e brutali ‘Toy’ e ‘Memories’, dove la resa sonora riesce alla perfezione a riportare in musica le tematiche dei testi. Altre scosse di adrenalina ci arrivano dritte in faccia con le successive ‘Desire’ e ‘Stone’, mentre più introspettiva è ‘Last Pulse’ che precede ‘Shame On Me’, ultima traccia del disco, dove vengono inserite anche partiture acustiche.
Un viaggio in un luogo dove nessuno mai vorrebbe trovarsi, provate a farvi accompagnare dai Ritual Of Rebirth, probabilmente un altro giro lo fareste di nuovo…
VOTO: 85/100
www.ritualofrebirth.com
www.myspace.com/ritualrebirth
Antonio Leoncini