
Label: Autoprodotto
Anno: 2008
Una band tra le giovani speranze della musica brutale italiana, i Natrium ci provano in ogni modo a tirarsi fuori dal calderone death ma senza apportare crossoverismi inconciliabili, anzi puntando tutto sul canonico. Death metal primigenio, lento e zofiriano supportato da sezione ritmica lenta e ossessiva, avvicinabile a certi lavori di settore di band floridiane e nord europee primi anni novanta.
Forse sta proprio in certe ossessioni la loro debolezza e quando possono infilano da qualche parte dei brani -quel gia sentito e risentito-. Il problema è che il brutal non più prescindere dal plagio, se pur inconscio, dei Morbid Angel e di quei mostri che furono i Suffucation, ma sarebbe necessario da parte dei Natrium azzardare soluzioni divergenti per poter ambire ad una diversificazione mediatica.
Per il resto alla band sarda non manca di certo la maturità tecnica, creativa e rilevante ma mai illuminante, infatti quanto fatto di buono si perde in fase di arrangiamento, dove risalta un caos incontrollabile che annega ogni tipo di valore in scrittura e finisce per affossare la band e risultare fine a se stesso.
Un vero peccato perchè Inscribed in the victims scars, è un buon demo con esercizio di stile. Da rivedere.
67/100
www.myspace.com/natriumspace
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Maurizio Di Battista