The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
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LIVE REPORT - CLEPSYDRA

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Sono le 22.00 del 12 Agosto, arrivo a Giulianova in zona P.zza Dalmazia, contattato dalla redazione per la presentazione del nuovo album di questo fantastico power-trio tutto abruzzese, di cui avevo già ascoltato il loro primo lavoro e ne ero rimasto molto colpito considerando che gli anni ’60 e ‘70 sono già passati da un pezzo e le sonorità floydiane erano un ricordo lontano. Arrivo ed i posti a sedere sono quasi tutti occupati, fortunatamente vedo due signori di mezza età che si alzano in prima fila e non esito a catapultarmi al loro posto, voglio ascoltare tutto il concerto senza che nessuno distragga la mia attenzione.

Salgono sul palco i Clepsydra, inizia il concerto e subito non fatico a riconoscere il loro sound, sono in pochi gli artisti che decidono di tributare questo genere di musica con amore ed idee nuove; i volumi sono alti e Fabio, Danilo e Luca ci mettono tutta la loro passione per coinvolgere il pubblico presente, i riff si sovrappongono e spingono al massimo l'amplificatore, un scarica di pezzi adrenalinici quasi a dimostrare che il rock esiste, è lì presente, ed è più vivo che mai. Dopo qualche pezzo del vecchio album ecco risuonare i nuovi brani che saranno presenti nel nuovo disco la cui uscita è prevista per Gennaio, canzoni che rimangono nel vecchio stile Clepsydra con sonorità psichedeliche e riff hendrixiani e devo ammettere che alcune di queste hanno lasciato qualcos’ altro dentro me: mi hanno colpito per la loro particolare risonanza, in special modo ‘Lost In Universe’ che non vedo l'ora di ascoltare da cd, una canzone dalla doppia faccia e molto affascinante nella ricerca dei suoni.

I Clepsydra non si fermano un attimo, anzi, tra un pezzo e l'altro continuano con piccoli interludi di chitarra e ci deliziano anche con due cover di gran classe del mitico Jimi Hendrix, come ‘Voodo Child’ ed ‘Hey Joe’, eseguiti con intro e assoli “old style”, dove Fabio Di Gialluca si lascia andare ai virtuosismi della sua fender stratocaster.

Proprio sul finire di queste due chicche regalateci dalla band, iniziano una serie di lamentele da parte del vicinato, a causa, secondo il tipo, del volume eccessivo, unica piccola distrazione di tutto il concerto, che però lascia il tempo che trova.

Si riparte senza troppi fronzoli, anche perchè la band ha ancora parecchio da farci ascoltare, su ‘Foam’ vedo parecchie persone che la canticchiano, forse perchè è stato il primo singolo della band, forse perchè è stato il pezzo più pubblicizzato, penso...ma in realtà credo sia per il semplice fatto che questa è davvero una bella canzone, molto orecchiabile e dal testo impeccabile. Mi giro a guardare il pubblico ancora una volta e noto tra gli sguardi interessati dei presenti, gente prevalentemente di età compresa tra i 22 ed i 60 anni, inutile chiedermi il motivo per cui ci sia gente molto più grande del solito concerto rock, perchè questo genere accomuna generazioni oramai da anni, questa è la musica che ha fatto la rivoluzione sonora degli anni passati e volenti o nolenti tutti l'hanno ascoltata.

Gianni Di Sante

Dopo qualche altro pezzo tratto dal nuovo album la serata volge al termine con la band ancora fresca come se non avessero neanche iniziato il concerto, ringraziano il pubblico accorso, e ci lasciano con un altro pezzo travolgente tratto dal primo album, ossia ‘Stonehenge 00:37’. Appena finito il brano il trio abbandona la scena che li ha visti leader per tutta la serata, le luci degli amplificatori si spengono quasi soffocate dal silenzio che ora regna sulla piazza, anche stasera la band ha dimostrato di saper fare il loro lavoro con passione, e sopratutto di essere una piena “live band “ capace di improvvisare senza problemi.

Il pubblico si alza dalle sedie con espressione soddisfatta, i Clepsydra ci hanno regalato una bella serata, ed a tutti noi presenti, che ci incamminiamo verso altre mete, il concerto di stasera ci ha dato la buonanotte lasciandoci un ottimo sapore di rock in bocca.

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