LINEA 77 – Horror vacui

Torna il combo torinese dopo il discreto “Available for propaganda” e tornano freschi freschi di contratto discografico con una major, la Universal. Indubbiamente il loro stile musicale si è evoluto dai tempi di “Too much happiness…”, quindi non so proprio cosa aspettarmi nel momento in cui farò girare il dischetto nel lettore. A guardare il cd noto subito che per la prima volta i pezzi scritti in Italiano sono maggiori rispetto a quelli in Inglese, ma questo non fa che incuriosirmi ancora di più, visto che sono stati proprio i Linea77 a farmi ricredere sull’utilizzo della nostra lingua per quanto riguarda questo genere. La partenza non è niente male, ed infatti “The sharp sounds of blades” è proprio una bella canzone, con venature hardcore, ritmi serrati e un ottimo cantanto (purtroppo la pronuncia inglese dei nostri rimane ancora un po “acerba”). Naturale se si pensa che l’album è stato prodotto da Toby Wright, storico produttore che ha collaborato con Korn, Slayer, Fear factory ed Alice In Chains. Anche “Sempre Meglio” e "Grotesque” sono decisamente valide, in classico stile Linea77, con un gran lavoro di Chinaski alla chitarra e Tozzo dietro le pelli, e dove vengono trattate tematiche legate al momento attuale che si sta vivendo in Italia “E mi ritrovo a vivere in un paese all'incontrario dove tutto precipita perchè qui nessuno sbaglia mai “. Dalla traccia numero quattro però, il disco comincia a prendere una piega diversa: “Il mostro” non sembra altro che una canzone fotocopia delle tanto acclamate “Evoluzione” e “Fantasma”, brani che sicuramente suonati dal vivo avranno il loro effetto sul pubblico, ma che ascoltate sul disco non può che deluderci un pò. Stesso discorso vale per “Sogni Risplendono” dove i torinesi si inventano una collaborazione con Tiziano Ferro (grande fan del gruppo) ma il risultato non convince: il brano è sterile e a tratti davvero noioso. Dai Linea77 ci aspettiamo ben altro. Il disco continua su questa falsa riga, i brani che seguono risultano essere troppo deboli per poter essere citati, passano quasi inosservati di fronte alle nostre aspettative. Una citazione va fatta per “La nuova musica Italiana” : il famoso happy-core inventato dagli italiani torna a farci saltare e cantare grazie anche ad un ritornello ironico e accattivante. Una sorpresa per i vecchi fan della band è “Touch 2.0”, riproposizione di quello che è un vero e proprio cavallo di battaglia che originariamente faceva parte del primo album, e che viene riproposta con soluzioni diverse rispetto all’originale. Se la dimensione che i Linea77 volevano prendere con questo album era quella di trovare nuovi fan soprattutto in Italia, molto probabilmente ci riusciranno, ma dai fan di vecchia data (quelli di “Tutto quello che ho sempre voluto” o “Lo-Fy Boy”) qualche critica verrà sicuramente mossa. Indubbio che ci si aspettava di più da questo album, ma sono sicuro che in sede live anche questi brani, seppur non brillantissimi, ci faranno divertire e sudare, in quanto i Linea77 rimangono uno dei gruppi Italiani migliori, da preservare, ed è proprio per questo che non vogliamo bocciarli nonostante questo Horror Vacui non ci esalti più di tanto.
Antonio Leoncini
scrivi al sito
j.aloisi@virgilio.it