The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
mercoledì 7 gennaio 09 - 22:16
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La NEW WAVE ed i dischi da non perdere

Il 1979 segna, in Inghilterra, l’inizio degli anni "80 in campo musicale, il riflusso del punk diede vita a generi musicali come il dark e il gothic che in molti hanno riassunto in due parole "New Wave".

Per chi scrive la "Nuova Onda" fu una vera e propria manna dal cielo di nuovi gruppi e dischi incredibili, molto più eccitanti del Punk stesso.

Ho pensato di scrivere queste righe perché in questo periodo sono in uscita molte ristampe in vinile dei dischi di allora e viene offerta, a prezzi a dire il vero un po’ esosi, la possibilità di ascoltare dei veri capolavori, così come gli artisti vollero che fossero ascoltati, e non sulla glacialità del supporto digitale.

Preso dalla sindrome di Nick Hornby ho voluto fare il giochino dei dieci albums fondamentali della "New Wave" Inglese, rispettando la regola di non inserire più di un album della stessa band.

Vi prego di non prendere il tutto troppo sul serio; di solito quando si compilano delle liste si dimentica sempre qualcosa o qualcuno e magari fatta il giorno dopo o una settimana dopo potrebbe essere completamente diversa:

The Cure: "Faith"

Joy Division: "Closer"

U2: "Boy"

Bauhaus: "In The Flat Field"

Sisters Of Mercy: "First And Last And Always"

Echo & The Bunnymen: "Crocodiles"

Simple Minds: "New Gold Dream 81-82-83-84"

Gang Of Four: "Entertainment !"

New Order: "Movement"

Ultravox: "Ultravox"

…….Si è vero mancano Siouxsie & The Banshees, XTC, O.M.D., Japan, Wire ed altri…….Chiedo scusa per tutte le omissioni.

- The Cure: "Faith" – E’ il terzo album dei Cure, insieme a "Seventeen Seconds" che lo precede e a "Pornography" che lo segue, costituisce la famosa trilogia dark della band del Sussex. E’ il 1981 e Robert Smith comincia a presentarsi con i capelli scompigliati e le labbra impiastricciate di rossetto creando un’icona che resiste nel tempo. L’album contiene classici come "Primary", "Other Voices", "All Cats Are Grey" e "The Funeral Party", la ristampa in doppio vinile uscita quest’anno per la Vinyl Lovers contiene anche la colonna Sonora "Carnage Visors" e cinque brani in aggiunta, tra i quali il singolo "Charlotte Sometimes".

- Joy Division: "Closer" – Se dovessi scegliere un solo album per spiegare il fenomeno New Wave sceglierei proprio "Closer"; il secondo ed ultimo della band di Manchester che più di tutte ha influenzato generazioni di musicisti, è stato pubblicato nel 1980 poche settimane dopo la morte di Ian Curtis. Gli ingredienti che hanno reso immortali i Joy Division sono stati le ritmiche ossessive, le chitarre lancinanti, la voce oscura del cantante ed i suoi testi claustrofobici. Questo disco raggiunge la perfezione, tutti i brani sono degni di nota, commuoventi "Isolation" e "Decades" anche alla luce dell’esistenza controversa di Curtis. Dell’album esiste una fantastica versione in vinile 180 grammi per audiofili uscita nel 2007 per la London Records in Inghilterra e per la Rhino Records in America. Tra le varie versioni vi consiglio di tralasciare i picture disc a causa della scadente resa sonora.

- U2: "Boy" – "Boy", "October", "War", i primi tre albums del gruppo più famoso dell’ultimo trentennio. La Universal sta ristampando tutto il catalogo sia in cd che in vinile; le nuove edizioni, ricche di brani inediti e rarità, sono preziose e raffinate, sulla qualità della musica c’è poco da dire…..Strepitosa!!!

Perché ho scelto "Boy"? Non lo so…… Forse perché quando uscì nel 1980 avevo 14 anni e a quell’età le cose rimangono impresse, forse perché "I Will Follow" è ad oggi una pietra miliare del rock epico ed emoziona ancora ad ogni ascolto, poi "Into The Heart", "Out Of Control", "A Day Without Me" dedicata a Ian Curtis. Un esordio insuperabile per qualsiasi band.

- Bauhaus: "In The Flat Field" – Originari del Northamptonshire, gruppo di punta della scena gothic inglese, i Bauhaus pubblicano nel 1980 il loro album d’esordio. Le atmosfere sinistre create dalla chitarra di Ash si intrecciano con le urla laceranti del cantante Peter Murphy in una miscela sferragliante e rumorosa. I brani più rappresentativi sono "In The Flat Field", "Dive", "St. Vitus Dance", "Nerves" e "Double Dare". L’album è stato più volte ristampato in vinile, la versione migliore è stata pubblicata nel 1997 dalla 4AD e consta di due dodici pollici con l’album originale e una serie di brani inediti tratti dai singoli di quel periodo. Buona ricerca.

- Sisters Of Mercy: "First and Last and Always" – E’ il loro primo album, pubblicato nel 1985, ed è la summa perfetta tra il suono dark e le atmosfere goth. Il leader incontrastato del gruppo, Andrew Eldricht, trae ispirazione e ricorda, nel canto e negli atteggiamenti, il Bowie della trilogia berlinese. Attivi fin dal 1980, i Sisters Of Mercy, hanno prodotto fino al 1983 una serie di singoli ed ep’s di eccellente qualità, ed in seguito hanno ritardato di molto l’uscita del loro album a causa delle manie di perfezionismo di Eldricht. "First and Last and Always" è un album davvero incredibile, pieno di meravigliose intuizioni e brani incredibili come "Marian", "Black Planet" e la title track. La versione in vinile pesante della Rhino Records del 2006 è fantastica e merita di essere oggetto di ricerca. I Sisters of Mercy sono stati un mito e la loro reputazione li ha portati ad aprire i concerti per i Clash; purtroppo si sciolsero nel 1985 dopo un concerto alla Royal Albert Hall dando inizio ad una serie di miserevoli battaglie legali tra i componenti del gruppo per l’utilizzo della sigla.

- Simple Minds: "New Gold Dream 81-82-83-84" – Non amo particolarmente i Simple Minds, troppo acerbi all’inizio, troppo mainstream alla fine, perfetti dal 1982 al 1984 con la pubblicazione di due albums epocali: "New Gold Dream 81-82-83-84" e "Sparkle In The Rain". L’album del quale ci occupiamo fu anticipato dal singolo storico "Someone, Somewhere In Summertime" seguito da un altro mitico 45 giri "Promised You A Miracle", una citazione la meritano anche brani come "Big Sleep" e la title track nei quali il gruppo tocca i propri vertici di eleganza ed originalità. La versione in vinile originale suona molto male, pessima è l’edizione italiana, fortunatamente è disponibile un’edizione giapponese rimasterizzata in maniera impeccabile, unico neo, sempre lo stesso………….E’ molto costosa!!!!!!!

- Echo & The Bunnymen: "Crocodiles" – Liverpool è stata una capitale importante della New Wave britannica con band come Teardrop Explodes, O.M.D., The Sound ed altre. La palma del gruppo più rappresentativo spetta sicuramente agli Echo & The Bunnymen e la recente pubblicazione, sempre da parte della Rhino Records, della ristampa in vinile del loro primo album ci offre la possibilità di proporre questo approfondimento. La leggenda vuole che il loro nome derivi dal fatto che, formatisi come trio e non avendo un batterista, decisero di chiamarsi come la loro drum-machine, Echo appunto. Le canzoni di "Crocodiles" mostrano il lato psichedelico della New Wave con rimandi alla cultura sixties, alcuni brani, come "Do It Clean", "Rescue", "Villiers Terrace" e "Pictures On My Wall", assunsero fin da subito lo status di classici. Gli Echo & The Bunnymen non sono stati un band da un disco e via ma hanno mantenuto standard qualitativi alti anche nei loro dischi successivi, lavori ed anni che ricordiamo con molta nostalgia: "Heaven Up Here" (1981), "Porcupine" (1983), "Ocean Rain" (1984), molto interessante anche la raccolta di successi del 1987 "Songs To Learn And Sing".

- Gang Of Four: "Entertainment !" – Formatisi a Leeds nel 1977 i Gang Of Four debuttano l’anno successivo con un ep "Damaged Goods" di tre brani e subito si mettono in luce per il loro approccio scontroso e per i testi fortemente politicizzati. "Entertainment !" esce nel 1979 ed è un capolavoro che toccherà vertici purtroppo irripetibili per la stessa Gang. Liriche incendiarie, chitarre taglienti, ritmica funky e brani straordinari, su tutti impossibile non nominare "Ether", "Not Great Men", "Glass", e "Contract". L’Estate appena trascorsa li ha visti riuniti per una serie di concerti che ha toccato anche l’Italia, in particolare a Pescara si è vissuta una bella serata con un mix di quarantenni nostalgici e giovani ragazzi, curiosi di conoscere una delle band più importanti del periodo post-punk. Dell’album esistono diverse ristampe, le migliori sono quella della Warners, uscita negli anni "90, e della Rhino, uscita recentemente in versione ampliata con brani inediti.

- Ultravox: "Ultravox" – Gli Ultravox nascono nel 1976 per opera di John Foxx, voce del gruppo ed autore dei testi. I primi tre albums sono caratterizzati da suoni sintetici di tastiere uniti ad elementi di originalità dovuti all’utilizzo di violino e armonica. Il primo album omonimo esce nel 1977 per la Island Records ed è prodotto da Brian Eno. I brani migliori sono "Dangerous Rhythm", uscito anche come primo singolo, e "I Want To Be A Machine" dal titoli programmatico. La band si distinse molto per la sua raffinatezza tanto da essere spesso paragonata ai Roxy Music, purtroppo alle reazioni positive della stampa specializzata non seguì un adeguato riscontro commerciale; questa situazione causò dissidi interni che sfociarono nell’abbandono di Foxx con conseguente assunzione della leadership da parte di Midge Ure, il quale diede al gruppo una sterzata verso un techno-pop di maniera e meno estroso. La versione in vinile attualmente reperibile è uscita nel 2006 per la Island Records.

- New Order: "Movement" – Il materiale è veramente fresco di ristampa in quanto la London Records, che ha rilevato il catalogo della mitica "Factory" di Tony Wilson, ha appena immesso sul mercato i primi quattro albums della band, nata dalle ceneri dei Joy Division, arricchiti da una serie vertiginosa di inediti e rarità che rappresentano la gioia di tutti i collezionisti. La dinamica audio dei cd e dei vinili è a dir poco sorprendente, sembrano dei dischi usciti oggi ed incisi con le tecnologie attuali. Dal punto di vista musicale i New Order del primo album sono diversissimi da quelli dei successivi in quanto emotivamente risentono ancora molto della tragedia di Ian Curtis ( il loro primo 45 giri "Ceremony" rappresenta, di fatto, il passaggio di consegne tra i due gruppi). Nervoso, cupo e irruente, con brani eccellenti cone "Dreams Never End" e "Denial", l’esordio dei New Order, datato 1981, rimane legato ai trascorsi post-punk dei componenti del gruppo; a partire dal secondo album i New Order si indirizzeranno verso una dance elettronica molto raffinata che farà gridare al tradimento molti fans…….Ma questa è un’altra storia.

La prima parte di questo approfondimento termina quì, seguirà una seconda parte, incentrata sul fenomeno post-punk in America, nella quale ci occuperemo di gruppi come "Devo", "Talking Heads", "Suicide" e "Television".

Nicola Celli

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