LA CASA DEL VENTO

La carriera musicale del gruppo inizia negli anni 90’ quando, conosciuti con il nome “Teach Na Gaothe” (nome che in gaelico significa appunto “Casa del vento”) iniziano a girare l’Italia proponendo musica folk-irish. Nel 1999 pubblicano “Senza Bandiera”, il loro primo album di folk rock, autoprodotto, con cui inizia la loro carriera discografica con il nome di “Casa del Vento”. Nel 2001 pubblicano, con la partecipazione di Cisco, allora storica voce dei Modena City Ramblers, “900”, che segna il loro ingresso nella casa discografica Mescal. Il titolo è un omaggio all’omonimo film di Bertolucci di cui alla fine del disco è riportato uno spezzone: “Non pensate che sia un’utopia, abbiamo vinto: il padrone è morto!”, sparo, e “No, il padrone è vivo!”. Tredici brani che trattano temi storici vicini al nostro paese e di tradizioni, il tutto a ritmi folk. L’album vede la partecipazione di diversi ospiti oltre al già citato Cisco: Francesco Moneti e Massimo Ghiacci, chitarrista e bassista dei Modena City Ramblers, Banda Osiris e Gianluigi Carlone. Nel 2002 pubblicano “Il pane e le rose”, album ispirato a fatti di attualità quali il G8 di Genova (Genova Chiama, La Canozne di Carlo e Alla Corte del Re), la lotta per l’Articolo 18 (Heramnos, Hermanos). Nel disco è presente anche un omaggio ai Sex Pistols, con il brano “Anarchy in the U.K.” in versione acustica. Nel 2004 esce “Sessant’anni di resistenza”, quindici brani, dedicati alla memoria dei partigiani e della gente caduta in quegli anni, che ripropongono, soprattutto, i canti di lotta e liberazione della provincia di Arezzo. Nello stesso anno vede la luce il quarto lavoro in studio, prodotto sempre dalla Mescal, “Al di là degli alberi”. Il disco prosegue la direzione dei precedenti in un combat-folk rock. Anche questo lavoro è segnato da molte collaborazioni. Tra tutte segnaliamo la voce di Elisa nel brano dedicato Rachel Corrie, ventitreenne pacifista statunitense, che nel Marzo del 2003 a Gaza cercò di evitare la distruzione di alcune abitazioni palestinesi facendo scudo con il proprio corpo, uccisa infine da un bulldozer. Nel disco viene riproposta anche un vecchio brano di De Andrè, “Canzone del Maggio” e il classico immortale degli Intillimani, “Popolo unito”. Nel 2006 esce “Il grande niente”, disco che si discosta dai precedenti grazie a ritmi più elettrici e ballabili. Come sempre ci sono molti ospiti prestigiosi, vecchi e nuovi amici, che accompagnano gli abitanti della casa in questo viaggio. Ben tre le presenze femminili, ad iniziare da Ginevra Di Marco, una delle voci più importanti della scena rock italiana, che presta la sua voce in una profonda ballata dedicata a Pier Paolo Pasolini, una delle voci di più profondo spessore civile; Betty Vezzani, voce dei Modena City Ramblers, dona una magnifica interpretazione de “L’ultimo viaggio”, brano dedicato a Carolina Lombroso, moglie del partigiano Eugenio Calò, deportata ed uccisa ad Aushwitz insieme ai suoi quattro figli, di cui l’ultimo concepito sul treno della morte; infine una nuova cantautrice, Marta Agnelli, che ha cantato in inglese la parte finale di “Alla fine della terra”, un bel pezzo di felicità. Tra gli ospiti maschili non potevano mancare Francesco Moneti, presente con la sua chitarra e mandolino nella maggior parte dei brani, Massimo “Ice” Ghiacci, coro in “Sul confine”, Stefano “Cisco” Bellotti, voce in “Per la strada” e coro in “Sul confine”, e Massimo Giuntini, unillean pipe in “Alla fine della terra”, da sempre vicini alla Casa del Vento. Per la prima volta ospiti della Casa il senegalese Tall Abdoulaye in “Illegale”, brano sull’ipocrisia della nostra società cantato in francese, Saverio Lanza, pianoforte a coda in “Finchè il vento”, Davide “Dudu” Morandi, un altro Ramblers e coro in “Sul confine” e il grande Enrico “Erriquez” Greppi, storico cantante della Bandabardò e voce in “La meglio gioventù”, brano dedicato ai ragazzi di Locri, alla loro lezione di legalità contro tutte le mafie. La formazione attuale del gruppo vede Luca Lanzi, voce e chiatarra acustica, Sauro Lanzi, fiati e fisarmonica, Massimialiano Gregorio, basso elettrico, Fabrizio Moranti, batteria e percussioni, Andreas Pantermann, violino, e Riccardo Dellocchio, chitarra elettrica.
scrivi al sito
j.aloisi@virgilio.it