JOHN HIATT - Crossing Muddy Waters

Label: VANGUARD
Anno: 2000
Certe volte basta poco per fare dei dischi capolavoro e questo è uno di quelli. Set esclusivamente acustico, 3-4 giorni di registrazione, 3 soli musicisti, una quarantina di minuti ed il gioco è fatto. Giocando scherzosamente sul titolo ("Crossing Muddy Waters" significa letteralmente "Attraversando acque fangose" ma anche "Attraversando Muddy Waters", uno dei re del blues) John Hiatt confeziona un disco quasi perfetto di blues venato di country.
Ivi Hiatt è accompagnato solo dai fidi Davey Faragher e David Immergluck (eccezionale polistrumentista, già al lavoro coi Counting Crows), musicisti che da più di 10 anni lo spalleggiano, e in questo cd mette in risalto la sua voce cavernosa, bluesata, nasale e leggermente strascicata che mette in evidenza il susseguirsi armonico delle canzoni tutte scritte dal cantautore americano, alcune delle quali al di sopra dello standard abituale del musicista stesso.L’atmosfera acustica e raccolta del disco fa vivere a chi sente il cd l’intimità e la semplicità delle 11 canzoni incluse nel cd. A proposito di queste ultime, quelle che meritano attenzioni particolari sembrano essere la title-track (che ha un arpeggio di chitarra che entra subito in testa e una melodia piacevole ed orecchiabile), "Only the song survives" (dove predominano il foot-stomping di Faragher e le armonie vocali dei 2 Davey), "Lift up every stone" (con la voce in evidenza accompagnata dalla slide elettrica di Immergluck).
Meritano una citazione a parte le 3 canzoni che più si avvicinano al mondo country di Hiatt, e cioè l’iniziale "Lincoln town" (che apre in maniera frizzante e veloce il disco), la bellissima "Gone" dal ritmo trascinante e coinvolgente e la conclusiva "Before I go".
Chiudono il cerchio delle 11 canzoni le lente "Mr. Stanley" (blues tipico che risalta la voce particolare di Hiatt), "What do we do now", "Take it down", "Take it back" e la traccia n. 10, che è la canzone più corta del disco (dura solo 2;27) ma è sicuramente quella più delicata, intima e coinvolgente.
In conclusione, un lavoro che va assolutamente acquistato per comprendere che la musica semplice, intima e diretta non sempre ha bisogno di strumentazioni ridondanti; a volte basta anche solo una voce, una chitarra, un basso e un mandolino.
Voto: 90/100
www.johnhiatt.com
Paolo Miserere