Intervista THEM PHILOSOPHY

Benvenuti tra le pagine di TheShipMagazine, vogliamo iniziare parlando un po’ della vostra band e di come è nata?
Ivo: I Them Philosophy nascono nel 2005. Era già da un po’ di tempo che volevo mettere su un progetto con cui poter dar voce alla mia idea di musica. Volevo comporre della musica che riuscisse a rinfrescare un po’ il panorama agonizzante della musica in Italia, e con la quale denunciare il malessere della società che vedo tutti i giorni intorno a me. Portando però anche un messaggio di speranza.
Il nome della vostra band è molto particolare, Them Philosophy, la filosofia di chi?
Ivo: La “loro filosofia” è la filosofia di tutti quelli che, ascoltando la nostra musica e i nostri testi, traggono le loro conclusioni in merito ai temi che trattiamo. Noi offriamo degli spunti di riflessione su temi che per noi sono fondamentali, soprattutto il tema del comportamento dell’uomo nella società contemporanea in ogni sua manifestazione. Poi ognuno interpreta in base a quello che è il proprio background individuale. Non vogliamo imporre una via univoca di vedere, solo invitare alla riflessione.
Elisa, da dove prendi tutta quell'aria nei polmoni? Dote naturale oppure hai anche studiato canto? Devo farti i miei complimenti per la tua prestazione…
Elisa: Ti ringrazio!! Sono solo due anni che studio canto, e più vado avanti, più scopro delle potenzialità inaspettate..ho cominciato a cantare per passione, nel modo quindi più naturale possibile..quando poi ho cominciato a lavorare con Ivo, le cose sono cambiate, l’impegno è cambiato…per quanto io non sia, tuttora, una “virtuosa”. Non mi sono ispirata neanche a una cantante in particolare. Mi è sempre piaciuta tantissimo, per stile, per interpretazione, per personalità, Gwen Stefani, ma poi cerco di “rubare” tanto da tutti...
Dove nasce la scelta di cantare in lingua Inglese e da dove quella di inserire anche dei brani in Italiano?
Elisa: L’inglese è stata una scelta pensata per una questione di migliore adattamento della lingua alla musica, oltre che, sinceramente, in previsione di una maggiore fruibilità per un pubblico straniero. I brani generalmente nascono in italiano e poi vengono tradotti. Per gli unici due brani in italiano, En-sof e Come la mafia, la scelta di lasciarli nella nostra lingua è stata dettata proprio dal peso del testo, che ben si adatta alla specifica realtà italiana. Così non ci sono scuse….si deve capire per forza!
Quali sono i vostri background musicali? Ascoltando il vostro album vengono fuori molteplici influenze che mi hanno incuriosito…
Elisa: Se dobbiamo fare alcuni nomi, possiamo citare Mudvayne, System of a Down, Slipknot, The Dillinger Escape Plan, Mars Volta, Portishead, Pixies, Queens of the Stone age. Il nostro obiettivo non è quello di incanalarci in un unico genere, ma di crearne magari uno nuovo, che possa fare da apripista. Per questo prendiamo spunto da tutta la musica di qualità, indipendentemente dal genere.
I vostri testi sono intrisi di consapevolezza.. chi li scrive e da dove traete l'ispirazione?
Ivo: I testi vengono scritti prevalentemente a notte fonda, quando c’è il silenzio totale e rimango solo. Vengono da anni di riflessione e di studi fatti sull’uomo e sulle sue reazioni in tutte le situazioni in cui si può trovare. Vedo che si è perso completamente il senso di quello che vuol dire vivere, molta gente tende semplicemente a sopravvivere. L’ispirazione la dà la vita di tutti i giorni, basta fermarsi un attimo e vedere cosa ci circonda. Non sono però testi solo di critica, la speranza sta nel recupero della ragione e nel suo uso consapevole.
Qual è la vostra filosofia di vita? Come affrontate tutte le problematiche relative ad una band emergente?
Ivo: Bisogna darsi da fare, lavorare, lavorare e basta. Altrimenti non si esce. Ci sono milioni di band in Italia, e a Roma. Perché dovrebbero dare credito a una piuttosto che a un’altra? I problemi ci sono, e ce ne sono pure tanti. Bisogna essere in grado di fronteggiare tutti i livelli di problemi: da quelli più strettamente manageriali, a quelli più artistici. Quello che conta è distinguersi. Sempre, nel bene e nel male. Presentando un prodotto che sia il più completo possibile, professionale.
Com'è stato l'approccio con il pubblico straniero nel resto d'Europa? Come vi hanno accolto?
Elisa: Siamo stati accolti nel modo più caloroso possibile. Sono stati fantastici. Durante tutto il concerto, li vedevi proprio che si divertivano, che ti ascoltavano. E anche dopo, ti aspettavano per parlarti, per conoscerti, volevano il cd autografato. È stata una soddisfazione!
Quali le maggiori differenze con i palchi italiani?
Elisa: Ci sono molte differenze. Sia per quanto riguarda il tipo di pubblico, come ho detto prima, ma anche e soprattutto per quanto concerne il ruolo del musicista in generale. C’è una maggiore comprensione di quello che vuol dire fare il musicista “di lavoro”, di tutti i sacrifici e di tutto l’impegno che c’è dietro l’organizzazione di una data. In generale, c’è un maggior rispetto.
E' vero che ci sono molte più possibilità di esibirsi live all'estero rispetto all' Italia?
Ivo: Tutto dipende di nuovo da quanto si lavora, e ci si dà da fare. Sicuramente c’è un maggiore interesse verso un prodotto che viene dall’estero, c’è maggiore curiosità. Ma anche in Italia non è così drammatica la situazione. Comunque sì, all’estero è più facile presentare live il proprio prodotto.
Come state promuovendo il vostro disco?
Ivo: Cercando quanti più canali possibili che diano il migliore e maggiore riscontro a livello pubblicitario e di visibilità. Organizzando dei tour in Italia, per uscire da Roma e per farci conoscere nel resto d’Italia. Siamo tornati da poco da un mini tour nel sud Italia, e a marzo ripartiremo per un altro tour nel nord! Un buon lavoro l’ha fatto Alkemist Fanatix-Europe, con cui abbiamo cominciato a lavorare fin dall’inizio. E sta continuando egregiamente la nostra agenzia, la Kick Agency.
Grazie x la cordialità, spero di potervi incontrare di persona!
Grazie a te per lo spazio che ci hai concesso!!ti aspettiamo a un nostro prossimo live!!
Dejanira Bada
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