The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
mercoledì 7 gennaio 09 - 18:31
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Intervista RUST REQUIEM

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Dopo l’ascolto di Migrationis Obscura Aetas l’impressione che si avverte è quella di essere tornati indietro almeno di 20 anni, quando il black era un modo di intendere la vita e l’arte…Cosa pensi e ricordi di quel periodo e soprattutto cosa significa per te Black Metal?

C’era un’ideologia alla base d’un movimento nascente, prettamente europeo, che voleva definire un nuovo stile ed un nuovo modo d’essere sé stessi inseriti in un mondo che volevano vedere diverso. Per quanto stampa e media d’ogni genere poi ci abbiano alacremente ricamato sopra, credo fortemente che Euronymous e compagni avessero intenzione di portare, se non a livello materialistico, perlomeno in quello artistico, una nuova concezione dell’estremo in modo assolutamente personale, dove contano solo ed esclusivamente l’espressione emotiva e l’istinto. E’ un input nato dai Venom (nel modo più primordiale, e, se vogliamo, infantile), per poi filtrare attraverso la musica dei Bathory, l’evoluzione primaria. Black Metal è una parola che adesso potrebbe avere connotati assai diversi e forse anche essere svuotata del suo stesso IO. La Norvegia si è acquietata ricadendo nel vortice d’un continuum ripetitivo in cui difficilmente, a parer mio, ne uscirà. Sto avviando un progetto che spero prenderà vita presto, proprio per stravolgere il concetto di Black Metal com’era e di come invece potrà essere in futuro. Vista la grandissima concentrazione di gruppi italiani di alto livello musicale e ideologico credo sia più opportuno parlare di “ Metallo Nero ” nel presente odierno. Quando penso al fonema stesso riferito al genere, posso dire d’avere in mente subito “ Spite Extreme Wing ”, band dall'altissima forza espressiva e culturale, (fra le mie ispirazioni personali),la dimostrazione che è infine possibile che il Metallo Estremo in generale possa essere un genere colto, nonostante la sua furia distruttiva/depressiva, senza ricadere nelle baggianate iconografiche sataniste e/o anticristiane che sinceramente escono un po’ troppo fuori dalle orecchie da ormai vent’anni.

Ormai il black metal sta aprendo sempre più le sue frontiere verso le contaminazioni più strane in quanto si pensa che solo così sarà in grado di non morire. Le band si allontanano da quelli che erano i canoni ispiratori, mentre i Rust Requiem si presentano con un marcio cd di black metal dall’ethos decisamente vecchia maniera. Ianvs ci parli in breve di questa tua attitudine old school?

Quel che ho voluto realizzare è qualcosa di puro, che riuscisse a fondere tradizione e innovazione in un senso del tutto personale. Migrationis Obscura Aetas è la culla per i Rust Requiem, il brodo primordiale incontaminato e vivissimo della sperimentazione in un genere che, attualmente, necessita e/o di una sperimentazione fortissima, e/o di un ritorno alla tradizione del suono primordiale e, quindi, più diretto, per poter sopravvivere a discapito dei mercati o delle tendenze musicali.

Potresti analizzare i testi di Migration Oscura Aetas e darci una direttiva del concept?

MOA è la storia di un viaggio, che potrebbe essere quello intrapreso, fisico o etereo, da chiunque cerchi sé stesso in un mondo caotico e dissoluto, dove torna a far da padrona una cieca fede nelle più disparate religioni di massa, per il sentore della paura del sentirsi ancor più numero nel confronto con milioni di persone, la morte, la malattia, vero tormento del nuovo secolo e l’essere inseriti in un ingranaggio pregno di ruggine qual è la realtà attuale. Analogamente si viaggia per poter evadere e riflettere; qui il viaggio presenta una connotazione spirituale e di sete di conoscenza visti dagli occhi di un giovane in cerca del proprio sé in una città consacrata dagli uomini al Dio che crearono per nascondere i propri gesti nefandi. Il suo pensiero verrà sconvolto dalla crudeltà di quello che credeva essere un luogo di serenità, amore e preghiera: incontrerà la più forte concentrazione di paura, dolore e marciume, fra gente immersa nella polvere e nel sangue, torturata e massacrata per eresia a pregare invano i detentori e rappresentanti di quella fede che dovrebbe salvarli, forse anche da loro stessi. La perdita del proprio credo e la frattura col mondo che ne deriva porteranno le sue sicurezze a crollare come una breccia in un muro di cartone. Il periodo medioevale mi è stato d’ispirazione, è stata la collocazione giusta anche in rapporto alla realtà che viviamo, un nuovo medioevo dell’era dei computer, dove attendiamo una fine od un nuovo inizio, essendo questa un'epoca di transizione, a quanto pare. Questo è il succo del concetto primario. Il Latino con la sua liturgia e storia imprime forza al tutto.

Quali sono le tue fonti di ispirazione maggiori per comporre musica?

Solitamente tutto ciò che mi circonda può essere o meno ispirazione. La linea musicale e teorica dei RR è molto incentrata sull’essere umano stesso, sulla sua opera, le sue manie e i comportamenti sociali e culturali. Ascolto molta musica dei generi più svariati, sono in grado d'ascoltare un disco di musica leggera italiana e di passare subito dopo alla classica, al jazz o al Metallo, tanto per fare un esempio. Tutto è utile per trovare un connubio in grado di poter creare quell’alchimia di suono ed espressione che miro ad ottenere su ogni album.

Hai bisogno forse di un particolare stato d’animo per riuscire a scrivere la tua musica?

Cerco spesso la calma e la quiete intorno per concentrare tutto quel che posso esprimere in me verso l’esterno come un vortice continuo. Nell’attimo in cui metabolizzo una sensazione questa è già pronta per essere incisa, come si fosse liberata una massa che ha vita propria.

Quali le reazioni della stampa di settore al riguardo del tuo lavoro?

Ho ricevuto riscontri positivi come negativi, sono ancora agli inizi, ed essendo Migrationis Obscura Aetas un disco particolare, suscita le reazioni più diverse.

Quali saranno gli sviluppi futuri per la tua attività musicale Ianvs?

Sto lavorando al nuovo album, nell’attesa che MOA possa trovare collocazione con un’etichetta discografica.

Fai parte anche di qualche altro progetto musicale che ti permette di suonare dal vivo?

Per ora solo progetti teorici, nello specifico per un gruppo atto al Funeral Doom. Niente di definito su date ed eventi per ora.

Un ringraziamento da parte di TheShipMagazine ed un saluto!

Grazie a voi per il vostro tempo.

Black flames burn again!!!! See you Maurizio

Maurizio Di Battista

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