The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
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Intervista OCTOBER FALLS


Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Mikko Letho, frontman e one man band degli October Falls, dopo l’uscita dell’ultimo disco ‘A Collapse Of Faith’, album tra i migliori di questo 2010.

Salutiamo con un benvenuto Mikko Letho, anima degli October Falls. Puoi raccontare ai fans italiani qualcosa del mondo degli October Falls?

Ciao Antonio ed un saluto ai lettori di TheShipMagazine. October Falls è la mia visione delle differenti prospettive del mondo, sia in senso musicale che per quanto riguarda i miei testi, qualcosa che riesca ad esporre e descrivere il tutto con poche parole e situazioni. Spero che le prossime righe di quest’intervista possa far capire cosa siano veramente gli October Falls.

Quali sono state le maggiori differenze nel vostro stile dal vostro primo disco nel 2003?

Penso che la maggiore differenza è che la nostra prima uscita ufficiale era registrata completamente in acustico e strumentale. In linea di massima c’erano delle chitarre acustiche, pianoforte, flauti e alcuni altri strumenti. Il cambiamento quindi non è stato radicale, ed anche se gli October Falls sembrino suonare molto diversi oggi, il modo di comporre rimane molto simile. In complesso, il più grande cambiamento c’è stato con il mini ‘The Streams Of The End’ di qualche anno fa, dove elementi più duri arrivarono prima dell’uscita ufficiale, quando capii che il materiale che avevo composto poteva funzionare meglio in una forma non acustica e non volevo limitare la mia espressione musicale solamente in forma acustica solo per il mio gusto personale. Non fu una decisione pianificata, ma penso ancora che è stata una buona decisione.

Quanto la tua musica è relazionata con il posto in cui vivi? E quanto ami queste ambientazioni?

La Finlandia significa molto per me, ha una natura meravigliosa, è ancora incontaminata ed abbiamo ancora i cambi di stagione. Penso che il problema più grande che anche altre nazioni hanno, è la morte progressiva delle vecchie tradizioni; i giovani sono più interessati a quello che si sente e vede in TV e tutto quello che i loro idoli fanno, mentre non si interessano dello splendido patrimonio dei paesi in cui vivono. Spero vivamente che dalla mia musica escano degli aspetti Finnici che possano far risultare la mia musica diversa dal resto.

Dove scrivi la tua musica? E dove hai trovato tutte quelle sensazioni che ho ascoltato in ‘A Collapse Of Faith’?

Il mio processo di creazione, se possiamo chiamarlo così, non è stabile. Ci possono essere mesi e mesi in cui non ho interesse a scrivere nuovo materiale, ma può bastare un solo giorno in cui la mia ispirazione può permettermi di scrivere una buona parte dell’album. Non ho spiegazioni per queste situazioni, ma quando le idee arrivano, riesco a scrivere con estrema facilità, anche se in maniera casuale. Spesso quando prendo la chitarra e suono qualcosa che sembra possa andare bene per le mie orecchie, improvviso qualcosa che possa completarsi con quello che avevo suonato precedentemente. Per me la chiave è la stabilità della mia mente, qualcuno dice il meglio viene scritto quando si è depressi o sotto qualche forma di droga che alteri lo stato normale, ma non credo in queste cose. Forse vale solo per me, ma se non sono concentrato al massimo non riesco a scrivere nulla di positivo.

Quale definizione daresti alla tua musica?

E’ un po’ difficile descrivere la mia musica, è piuttosto indirizzata verso la natura, con parecchie chitarre acustiche, con voci aspre forse un po’ squallide ed un suono melanconico. Come nella metà dei lavori degli October Falls, credo che un ruolo fondamentale lo abbiano le chitarre acustiche, e questo è notevolmente ascoltabile in ‘A Collapse Of Faith’. Penso che la musica degli October Falls sia abbastanza aspra, a volte melanconica ed in altre più cattiva, a seconda della canzone o del disco. Qualcosa che si deve ascoltare e che non si addice a musica di sottofondo, che ha il profumo della decadenza autunnale, come scritto nei testi dell’ultimo album.

La tua musica sembra essere una poesia fredda ma con un cuore caldo cha la muove…sei d’accordo?

Attualmente si, nessun altro si è mai presentato in questo modo prima, ma penso che questa non sia solamente una descrizione della relazione tra me e gli October Falls, ma sia il modo in cui io vivo. In un certo senso ho delle ideologie dure ma con un grande cuore dietro, come quando si prende sempre la strada più facile, perché non si osa mai di scegliere realmente quello che si vuole rappresentare.

Quale il significato dei tuoi testi e quali i messaggi che vuoi inviare?

L’ispirazione maggiore dei temi e degli aspetti di ‘A Collapse Of Faith’ vengono da differenti culture e nazioni, le quali sono state tradite da persone che non hanno avuto rispetto per il loro patrimonio culturale, ma hanno macchiato tutto quello che era stato fatto nel corso degli anni dai loro antenati solo per questioni personali e di lucro. Persone che non hanno avuto nessun tipo di devozione e che hanno pagato per questo. Ed anche di tutte quelle persone che senza rimorso ma con una grande forza, hanno avuto l’orgoglio di ricostruire dalle rovine, mossi solo dal loro orgoglio. Questi miei ideali non fanno parte solo di alcune zone del mondo, come il mondo è pieno di forti elementi culturali, che vengono troppo spesso rimpiazzati da esigenze moderne che mixano nuovi elementi con culture antiche, non portando niente di buono e che molto spesso lasciano morire queste antiche tradizioni attraverso un decadimento spirituale totale. Questo è quello che penso quando scrivo, ma non voglio imporre nessun ideale, ma vorrei che chiunque ascolti e legga la mia musica abbia delle proprie opinioni, senza per forza di cose seguire le mie.

Quali sono state le bands che ti hanno maggiormente influenzato? E quali quelle che scolti maggiormente?

Pensando alle bands che hanno avuto una maggiore influenza sulla mia musica, posso menzionare Ulver, Drudkh, Primordial, Empyrium, Tehni e forse altre come Opeth e Hades (quella Norvegiese) e naturalmente anche molte altre. Queste sono le prime che mi vengono in mente e quelle che si avvicinano ad alcune cose della mia musica. Mi piace ascoltare il Funeral Doom, di bands come Worship e Mournful Congregation, ed a volte ci sono anche delle loro influenze sulla mia musica; loro hanno atmosfere devastanti per me, e l’atmosfera è la prima cosa nella buona musica.

Quando ho scritto la recensione, non è stato facile per me descrivere a parole la tua musica. Vuoi farlo tu?

Credo che sia positivo che la mia musica non sia così facile da descrivere, che non sia qualcosa che contenga le classiche hit song e le altre riempitive. Credo che al momento la musica degli October Falls sia una musica basata sulla natura dai suoni duri, basicamente una tipologia di musica ambientale.

Quale sarà la tua promozione per questo album?

Promuovere una band come gli October Falls per le etichette è un incubo, non si avranno tour mondiali ma solo singoli concerti per il nuovo album, così l’unico modo per promuovere è far circolare l’album, attraverso recensioni ed interviste che possono far avvicinare la gente…niente di più e niente di meno.

Grazie per la tua disponibilità e per la tua musica…

Grazie a te e il tuo supporto, ed un ringraziamento a chi leggerà questa intervista…grazie di cuore

Antonio Leoncini





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