Intervista NERONOIA

Da qualche anno a questa parte, Neronoia e’ considerato un progetto estemporaneo oppure un’entità che si reincarna ogni volta che nasce l’ispirazione di realizzare nuova musica? Vi sentite un’identità anche quando siete impegnati con i rispettivi gruppi?
Gli impegni con i gruppi “madre” sono congelati da lungo tempo, e Neronoia è per tutti noi il progetto principale da parecchi anni a questa parte. Assolutamente non estemporaneo, anzi...... Anche se in realtà non esistono “prove in saletta” e quindi l'impegno fisico è limitato, Neronoia assorbe tempo e sforzi considerevoli.
Il nero, la noia, l’incomunicabilità di certi stati d’animo, l’isolazionismo. riuscite ad imprigionarla nella vostra musica come catarsi o e’ un qualcosa che persiste nella vostra quotidianità?
Entrambe le cose. Non suoniamo per divertimento, quanto per scaricare parte della tensione accumulata. In questo senso, il gruppo ha funzione di “purificazione”. E' ovvio peraltro che le tematiche che sostengono le composizioni derivano direttamente da punti di vista personali e soggettivi, frutto quindi della nostra quotidianità. Comunque sia, Neronoia esiste prima e principalmente per noi stessi, poi eventualmente per gli ascoltatori e per coloro che si volessero avvicinare al nostro mondo, per cui i testi e la musica non avranno necessariamente un significato per tutti, anzi....
Non vorrei dipingervi come dei pessimisti cronici e non è questo che almeno traspare dai vostri testi e dalla musica , ma è più una razionale comprensione di certi destini dalla bile nera…
Non parlerei di comprensione, quanto piuttosto di pura e semplice descrizione. Vediamo quello che ci circonda con occhi stanchi. Ne trasportiamo una parte in quello che suoniamo. Punto. Di sicuro non siamo persone che vedono il bicchiere mezzo pieno: molte persone riescono a vedere le cose sempre in modo positivo. Noi no.
Nella vostra musica ci vedo una possibile ricerca visiva. Quale rappresentazione visuale potrebbe supportare la vostra musica?
Buona domanda. Probabilmente vecchie fotografie in bianco e nero, senza riferimenti e senza data. Sgranate. Dimenticate in un cassetto.
Nel futuro artistico dei Neronoia cercherete di aggiungere tasselli al vostro mosaico o di modellare un impasto totalmente nuovo? Dico l’esplorazione della rassegnazione umana fino a dove può spingersi?
Non saprei dire. L'unico punto fermo rimarrà l'uso della lingua italiana per i testi. Dal punto di vista strettamente musicale non so cosa combineremo, anche se ritengo improbabile un cambiamento drastico di stile. Le soluzioni di “sbriciolamento” dei suoni usate nei due dischi finora pubblicati mi soddisfano molto, e credo che continueremo su questa strada anche in futuro.
Come riuscite a separare le due anime dai vostri gruppi esprimendo comunque tematiche piuttosto affini? Probabilmente i Neronoia vanno più in profondità, ma vi muovete sempre nella solita area umorale grigia?
E' innegabile che esistano punti di contatto tra i vari gruppi, essendo composti bene o male dalle stesse persone. Anche le tematiche sono a loro modo simili. Detto questo, esistono però differenze sostanziali tra i vari gruppi, che anche un ascolto distratto evidenzia in modo netto. Non mi è mai capitato di riutilizzare frammenti composti per un gruppo nell'altro e vice-versa.
Si parla di una ascesa della scena italiana all’estero. Voi cosa ne pensate? E il cantare in madrelingua e’ una scelta di rimanere nei patri confini?
Sinceramente non ci siamo mai posti il problema. Lo lasciamo a chi intende vendere montagne di dischi, cosa che non è decisamente il nostro caso.
Nel caso dei Neronoia si può parlare di musica per pura soddisfazione personale?
Assolutamente si. Non ci interessa niente altro. Non suoniamo per mostrarci (a chi?), né per vendere (cosa, poi??), né per far parlare della nostra musica (che interessa veramente a pochi), ma solo perchè ne sentiamo la voglia ed il bisogno. C'è chi va a pescare, chi dipinge, chi gioca ai videogames. Noi suoniamo.
Poco ma suoniamo. Quali sono i prossimi sviluppi della band?
Al momento stiamo registrando idee e spezzoni per i brani del prossimo disco. Di sicuro ‘Il rumore delle cose’ avrà un seguito, anche se rimane da capire quando esattamente. Più che altro si tratta di trovare il tempo di incastrare i nostri impegni quotidiani per assemblare le tessere del puzzle (il processo di composizione dei brani a partire dai frammenti iniziali è solitamente lungo e laborioso). Potrebbe volerci molto, potrebbe essere questione di pochi mesi, difficile dirlo.
Grazie della cordialità e a presto…
Grazie a voi per lo spazio che ci dedicate.
Maurizio Di Battista