Intervista Massimo Ghiacci

Ciao Massimo, benvenuto su The Ship Magazine. Allora aggiornaci sulla tua attuale condizione artistica?
Ciao a te e a tutti i lettori. La mia attuale "condizione artistica" credo sia ottima, almeno per come me la "sento addosso" io! Ho appena iniziato il nuovo tour coi MCR, con delle belle date e con risposte da parte del pubblico più che buone ed ora siamo in attesa di pubblicare il nuovo disco. Nel frattempo, come solista, approfitto del tour, aprendo spesso i concerti in "solo acustico" con alcuni miei pezzi chitarra, armonica e voce.
Lo scorso anno è uscito il tuo primo album solista "Come un mantra luminoso". Raccontaci com’è nato e quali sentimenti ti ha regalato.
Il disco è stato inciso nell'autunno del 2007, conclusi gli impegni del tour coi Ramblers. Da molto tempo cullavo l'idea di registrare per mio conto canzoni che, per vari motivi, non erano rientrate nei dischi targati MCR ma che io sentivo "pronte per essere cucinate". Il fatto era che fino ad allora non avevo mai avuto tempo sufficiente per potermi concentrare adeguatamente su questo progetto. Le canzoni, in alcuni casi, sono state composte molti anni fa, e sostanzialmente arrangiate, almeno nel grosso della struttura, a casa mia con provini realizzati al computer. La scommessa è stata passare alle incisioni vere e proprie in studio, scegliendo pochi collaboratori, tra le mie amicizie più strette. E' stata una esperienza importante per la mia crescita artistica e per la possibilità che mi ha dato di presentare una parte di me, dal punto di vista di autore ed interprete, che non può emergere totalmente nel contesto del gruppo di cui faccio parte. La cosa bella è che ciò non ha limitato o condizionato negativamente il mio fare parte dei Ramblers ma, credo, contribuito invece a rinnovare il mio entusiasmo e la mia creatività anche nell'ambito di ciò che facciamo appunto come MCR!
A distanza di qualche mese puoi dirci com’è stato accolto dai fan? Pensi ci sarà un seguito?
A livello di vendite non saprei proprio dire che tipo di impatto possa aver avuto; si tratta, consapevolmente, di una piccola produzione, sebbene distribuita dalla Universal. Dall'uscita del disco ho fatto pochissime date e credo che solo grazie all'apertura dei concerti dei Ramblers il fatto che "esista" questo mio lavoro viene ora alla luce per il grosso del nostro pubblico. Del resto, le preoccupazioni - diciamo così - commerciali, sono arrivate a disco ultimato quando la Mescal si è resa disponibile a pubblicarlo. Di sicuro in futuro registrerò un seguito, di brani ne ho e ne verranno; non so invece se per allora avrà ancora senso il concetto di "pubblicare un cd"! Stiamo assistendo ad una fase di enorme cambiamento nell'industria discografica...
Adesso torniamo alla tua band storica, i Modena City Ramblers. Tra un mese circa (il 10 Aprile) uscirà il vostro nuovo album. Dacci tutte le indicazioni preliminari?
Il disco è pronto per uscire, ed è solo una conseguenza dei tempi discografici se la data è quella di aprile. Abbiamo investito un po' di tempo, assieme alla Mescal, nel capire quale fosse la più conveniente distribuzione: per la prima volta dal nostro esordio discografico sarà una major diversa a distribuirci, non più la Universal bensì la Sony.
Quali gli argomenti trattati?
Il disco si chiama "Onda Libera", e pur non volendo essere un "concept", si confronta nelle sue canzoni (buona parte delle quali già vengono presentate nei live) con il tema della libertà, declinato sia nelle sue accezioni legate al singolo individuo che a quelle pertinenti la società o un popolo nel suo complesso. Visto come questa parola oggi è ripetuta fino allo sfinimento, strumentalizzata e finanche svuotata di significato, ci sembrava interessante trarne ispirazione per le nuove canzoni.
Questo è il terzo disco (calcolando anche Bella Ciao, tutto ricantato) con la formazione attuale, quindi una sorta di conferma. Come ha lavorato la band a questo progetto?
Intanto, rispetto agli ultimi due lavori, siamo tornati a produrci il disco da soli. E' stata una scelta naturale nel momento in cui siamo arrivati al momento di registrare. Fino ad allora, infatti, non ci si era granché preoccupati di cercare questo o quel produttore, probabilmente perché ci sentivamo sufficientemente "maturi" e "pronti", con la nuova formazione, per potere fare tutto bene "in casa". Almeno questa è la mia opinione! Sono state valutate una certa quantità di canzoni composte, e da queste abbiamo scelto la dozzina che va a comporre il disco, sia tenendo presente il discorso di cui dicevo prima del tema portante del disco, sia valutando la loro "coesistenza" all'interno del cd.
Ho sentito parlare anche di un dvd. Puoi dirci qualcosa?
Inizialmente avevamo pensato di pubblicare anche una versione limitata con cd più dvd allegato, tratto da una recente doppia performance teatrale dove abbiamo eseguito anche parte del nuovo disco e che abbiamo appunto filmato e registrato. Alla fine però, soprattutto per problemi di tempi e di costi, abbiamo deciso di desistere e di pubblicare solo il cd. Il materiale filmato credo che lo utilizzeremo per dei video da caricare nel web o per altre future produzioni.
Quali progetti futuri per te e i Modena City Ramblers?
Al di là dell'ormai vicina pubblicazione del disco, è alle porte una speciale tournée che realizzeremo con l'associazione Libera di Don Ciotti dal 25 aprile al 9 maggio che ci vedrà protagonisti di una speciale carovana che ogni giorno porterà una festa sui terreni sequestrati alla mafia e affidate alle cooperative aderenti a Libera. Un concerto diverso rispetto ai nostri canonici, senza tanti "effetti speciali" e mega-palchi, militante e molto vicino alle nostre performance fatte in giro per il mondo, con "poche balle" e tanta voglia di cantare, suonare e condividere! Dopo l'estate, poi, presenteremo uno spettacolo teatrale. Una nostra speciale lettura delle varie "Storie d'Italia" dal dopoguerra ad oggi. Per ora ti posso anticipare solo questo!
Jacopo Aloisi
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