Intervista INSIDE PROCESS

Ciao ragazzi e benvenuti tra le pagine di TheShipMagazine, comincio subito con il chiedervi da dove proviene tutto il vostro amore per un genere come il metalcore…
Ciao a tutti voi! Noi veniamo tutti e cinque da altri progetti musicali differenti, e ci siamo accomunati proprio grazie a questo genere qualche anno fa. Questo incrocio tra hardcore e metal è stato il punto in comune tra i nostri gusti musicali.
Ho notato ascoltando il vostro ‘Shade The Sun’, che il lato metal dei vostri brani è assolutamente più protagonista rispetto alle aperture melodiche alle quali non viene dato particolare spazio. E’ stata una vostra scelta o è stato un processo naturale durante la stesura?
Veramente noi ci teniamo a lasciare un pò di spazio alla parte melodica in ogni brano. Col passare del tempo abbiamo voluto restringere questo spazio ma non abbiamo intenzione di abbandonarlo.
C’è qualche possibilità che il vostro sound possa subire qualche variazione in futuro?
Certo, perché no! Le influenze saranno sicuramente le stesse di sempre, però questo non significa che non ci sia apertura a sperimentazioni, sempre rimanendo Inside Process.
A distanza di un po’ di tempo dall’uscita del cd cosa cambiereste di ‘Shade The Sun’?
A dire la verità come prima fatica e per le nostre possibilità ammetto che Shade The Sun non ci dispiace affatto, certo qualche ritocco qui e là non farebbe male… Comunque siamo contenti che le recensioni uscite su webzine come voi siano finora abbastanza positive e abbiano promosso la nostra proposta.
Qual è il significato di Inside Process?
Per noi il nome Inside Process va interpretato come quel processo di crescita interiore che tutti noi come esseri umani abbiamo. Mi riferisco allo sviluppo delle varie sensazioni come possono essere ad esempio l’odio, l’amore, la frustrazione, l’orgoglio e così via oppure più semplicemente una crescita intesa come ‘cammino’ che ognuno di noi compie nell'infinito labirinto che può essere la vita. Comunque l’interpretazione è sicuramente aperta a qualsiasi pensiero.
Quali sono gli argomenti che vengono trattati nei vostri testi?
Gli argomenti trattati nei nostri testi sono più o meno gli stessi che abbiamo citato sulla domanda precedente: in line di massima sono testi riflessivi con tematiche riguardanti i sentimenti umani.
Siete un gruppo giovane che punta molto sull’impatto live della vostra musica, come vanno i concerti? Ho saputo che avete fatto un’ esperienza in Thailandia e Malesya, raccontateci com’ è andata?
Abbiamo organizzato per fine settembre un mini tour in nord Europa. Se tutto va bene toccherà Danimarca, Belgio e Germania. Per quanto riguarda l’esperienza asiatica il pubblico è stato veramente caldo ed accogliente nei nostri confronti, e nonostante nei primi giorni ci sentissimo spaesati e lontani da casa, le persone che ci stavano accanto ci hanno fatto sentire subito a nostro agio. Speriamo di tornare presto in quei posti magnifici visto che durante il nostro soggiorno l’idea del rientro a casa si faceva sempre più lontana...
Come reagisce il pubblico al vostro muro sonoro?
Ci sono stati concerti che sicuramente è difficile che ci scorderemo per il calore ricevuto dal pubblico, certamente non tutti i concerti sono uguali e di certo non siamo mica gli Slayer!!!
Avete già del nuovo materiale da poter registrare?
In questo periodo abbiamo scritto un paio di pezzi nuovi che porteremo presto dal vivo (uno già sperimentato sul pubblico e con buon risultato). Ora comunque è ancora troppo presto per parlare di un nuovo disco.
Qualche consiglio da dare alle band emergenti che come voi cercano di farsi conoscere e far apprezzare la loro musica?
Noi anche siamo una di quelle band emergenti e l’unica cosa che possiamo dire è che con un bel po’ di sala prove e di duro lavoro i risultati verranno osservati.
Grazie 1000 x la disponibilità, a presto ragazzi!!!
Grazie a voi per averci dato lo spazio e di aver ascoltato il nostro disco. Approfittiamo per ringraziare la KICK AGENCY che ci aiuta con la promozione di Shade the Sun e la KOOKA INDUSTIRES per il sostegno offertoci. A presto.
Antonio Leoncini