The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
mercoledì 7 gennaio 09 - 23:14
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Intervista GOAD

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  1. Ciao ragazzi, come sempre, vi diamo il benvenuti tra le pagine di TheShipMagazine.com; la vostra band si è formata nella prima metà degli anni settanta. Cosa vi da ancora la forza di andare avanti?


Ciao a Voi tutti!

In breve direi che le enormi difficoltà incontrate in tanti anni di attività invece di deprimerci ci hanno spronato a fare sempre di più “corsa” di avanguardia: più i produttori di allora ci dicevano di essere “commerciabili” e facili da recepire (in chiave dance..) e più ci mettevamo impegno a evitare compromessi. Certo, il fatto di non “mangiare” sulla musica ossia, da un certo momento in poi, di vivere con un lavoro di supporto (scelta obbligata in questa Italia barbarica che ignora l'arte e gli artisti, quasi fossero sfaccendati da commiserare..) ci ha permesso di sorridere sui compromessi spesso tragico-comici di altri e di tirare dritto!


  1. Gli anni settanta hanno visto l’esplosione della musica progressive che ha avuto, però, una breve durata. Negli ultimi anni sembra tornata in voga. Quali sono i motivi?

In voga non mi pare..semmai si e' creata una “nicchia” di ascoltatori nostalgici e/o di neofiti cresciuti sui dischi dei padri-madri, In più esiste,certo, una piccola folla di nuovi patiti del genere assolutamente “vergini” riguardo al passato che sull'onda delle attuali novità hanno ricercato anche i grandi capolavori degli anni 70...non dimentichiamo poi il continuo remake di tutto quanto sia possibile vendere da parte delle stesse “majors” , atteggiamento di retroguardia che abbraccia tutta la cultura di massa, dai films alla musica etc.


  1. Nel 2007 avete dato vita ad un nuovo lavoro in studio. Come è evoluta la vostra musica dal 33 giri Creatures, datato 1984?


Da Creatures” (album registrato in 20 giorni!! E molto rimaneggiato a causa del tempo scarso concessoci dalla produzione..ma distribuiva Polygram e non c'era da protestare tanto...) il cammino e' stato lungo e molto complesso,con continui stravolgimenti all'interno della band dovuti alle scelte differenti sul futuro.

Abbiamo proseguito comunque la attività dei concerti,tantissimi, con migliaia di covers intervallate da brani nostri sempre più audaci nella concezione e nell'arrangiamento fino alla scelta decisiva del 1988 (dopo un anno di collaborazione-concerti con Chiara Riondino, la sorella di David..) che ci vide chiuderci in cantina a preparare solo musica nostra ,in una frenetica attivita' giornaliera di composizione che poi portammo su palco .E' da li' che nacque il progetto E.A.Poe, primo album della nuova era-Goad!


  1. L’ultimo album è stato pubblicato anche in confezione doppio Lp. Cosa vi ha spinto a questa idea?


È la Black Widow che ha questa fantastica filosofia che prevede il vinile oltre al cd ed è questo aspetto che più ci affascina del loro approccio alla produzione!


  1. Nel brano sono presenti due cover: Killer dei Van Der Graaf Generator e 21st Century Schizoid Man di King Crimson. Cosa hanno rappresentato per la vostra musica?


All'inizio tantissimo in emozioni,tecnica, lezione di arrangiamento e stile: abbiamo fatto quelle covers in omaggio alla loro bravura.



  1. Le atmosfere che si respirano nei vostri lavori, sono simili ad ambientazioni horror. Avete mai pensato di cimentarvi con una colonna sonora?


Certo che si'!Ad esempio l'opera “Il Minosse” e' stata creata per questo: purtroppo e' rimasta fino ad ora una auto produzione mai pubblicata ufficialmente (solo 500 copie da Sony DADC) un atto unico teatrale scritto proprio per noi da Luca Rimbotti e Franco Petrone,scrittori appassionati di miti greci,il primo anche coautore delle liriche di “In the house of the dark shining dreams”- Black Widow, autore di numerosi saggi sulla musica rock e non solo. Ma vorrei anche precisare che “Tribute to E.A.Poe” fu presentato a giro per la Toscana assieme ad attori e mimi e immagini video in occasione di mostre di pittura-scultura, spesso in mezzo alla gente che osservava le varie opere esposte ascoltando la nostra musica , in piccoli e grandi locali (nel centro di Firenze ad esempio, c'era un piccolo bar per studenti universitari, il Kardillac, che ospitava esposizioni di artisti emergenti e noi la' rappresentammo nel 1993 il nostro “Tribute to Poe' lyrics” fra i tavolini, con gli attori che recitavano in italiano le poesie oggetto dell'opera, in costumi ottocenteschi, mentre il pubblico sorseggiava i suoi drinks...e i Goad suonavano sparsi per il locale..comunque anche per il cinema abbiamo fatto un cd, “La scacchiera”, film “corto” pluripremiato in varie rassegne: il regista M. Mauceri utilizzò un brano della nostra opera.


  1. Vista la crisi discografica e musicale che si respira, avete qualcosa da dire in merito? Cosa dovrebbe spingere una persona ad acquistare un vostro album?


La crisi è conseguenza logica dell'atteggiamento oramai incancrenito delle case discografiche più importanti che producono musica come fossero scatolette di pelati, uccidendo alla radice l'arte e gli artisti più onesti e coraggiosi nonchè bravi. E dire che MAI come in questo momento, con Internet e le sue enormi potenzialità di diffusione mondiale di qualsiasi cosa, ci vorrebbero politiche differenti, antagoniste a quelle “mafiose” vigenti (si',mafiose!!!) in ogni settore delle arti e non solo purtroppo. Del resto ci troviamo effettivamente in un periodo di recessione mondiale e la prima a farne le spese e' proprio l'arte, genere voluttuario per il mercato : ma la rivoluzione è, DEVE essere, prima di tutto CULTURALE , no? Acquistare un album di musica è quindi una scelta seria secondo me: o scegli qualcosa che puoi ascoltare e riascoltare al di la' delle mode e della pubblicità martellante trovandovi sempre nuovi stimoli ed elementi appaganti,magari all'inizio insospettabili, oppure ti conviene accendere la TV o la radio e sentire fino alla ossessione le stesse menate che ci propinano, dei soliti noti, colonne sonore della alienazione totale a cui vogliono condannarci tutti quanti..ecco, Goad fa musica che non vuol essere bruciata in un ascolto superficiale, non ne siamo neanche capaci probabilmente, e se la profondità è un difetto allora siamo fieri di essere difettosi!


  1. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro dai Goad?


Per l'immediato futuro abbiamo progetti in gran numero. Adesso stiamo ultimando le sessions di registrazione dell'album 2009. Abbiamo già scartato, con dispiacere , parecchie composizioni che forse utilizzeremo in seguito. Alcuni musicisti giovani ed entusiasti, oltrechè bravissimi, hanno partecipato fattivamente alla cosa. E solo per il gusto di ritrovare alcune sensazioni abbiamo partecipato al tributo a Santana della Mellow Records (nessun lucro per noi...) stravolgendo il brano “Black Magic Woman”..e per la Black Widow invece, la magica “Musical Box” dei Genesis 1971 che chissà come e quando sarà pubblicata. Intanto, dopo quattro anni di accantonamento, uscirà in breve il nostro “RAOMEN” dedicato a Spoon River in versione originale. Vedi come vanno lente le cose in Italia? E, ultima cosa, abbiamo composto la colonna sonora di un video sui “CELTI” del regista Lorenzo Pecchioni, un'emergente giovane e creativo, che uscirà tra non molto!




Vi ringrazio molto per la vostra disponibilità, e complimentandomi per la vostra carriera vi auguro di continuare ancora per molto.


Lunga vita a Voi e nuova vita al rock!

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