Intervista DESTINATION’S CALLING

Traduzione a cura di Daniel Paoletti
Un buon album sfornato per il mercato discografico è sicuramente una tappa importante per una giovane band come la vostra; quale sensazione nel pensare a questi momenti particolari del vostro percorso?
Questo e' veramente un momento prezioso nella nostra carriera e siamo molto felici di vedere che ci sono così molte persone che apprezzano la nostra musica. Il feedback e' molto positivo, abbiamo molti passaggi radiofonici dei nostri pezzi e molte interviste. E' fantastico e siamo molto grati per questo.
In fase di recensione del vostro Invisibile Walls ho sottolineato come fra le righe si percepisse o spirito di certe uscite discografiche del passato. Cosa rappresenta per voi, che suonate un certo genere musicale, la magica decade degli anni ottanta? La sentite come una semplice distanza temporale, una dimensione cronologica che non vi appartiene o apprezzate quel periodo?
Sicuramente a noi piace l'heavy metal degli anni 80. Sebbene eravamo veramente giovani in quel periodo, in seguito abbiamo scoperto tutti gli "eroi" di quel tempo. Uno dei miei album preferiti e' ‘Operation:Mindcrime’ dei Queensryche, ma ce ne sono molti altri come ‘Keeper of the Seven Keys 1&2’ degli Helloween,oppure ‘Hall of the Mountain King’ dei Savatage. Noi tutti amiamo molto questa musica la quale significa molto per noi.
Seguendo i testi e la musica sul booklet mi sono fatto un’idea del concept dell’album, potresti spiegarmi quali sono per te i muri invisibili che nell’epilogo della stessa title track “..noi tutti conosciamo ma non possiamo dargli un nome”
Certo che posso (ride). I "muri invisibili" fanno in qualche modo parte della nostra vita giornaliera. L'album, quindi, parla di questi muri e si focalizza su differenti aspetti. C'e' un lato interpersonale nella canzone "Bleeding Again" dove i muri invisibili ci trattengono dal dire le parole giuste o dal mostrare i nostri veri sentimenti.
Nella canzone "Sinthetic" viene analizzato il lato scientifico del tema:Fino a quanto possiamo spingerci con la scienza modera? Qual' è il limite della nostra coscienza e della nostra mente?Scavalchiamo questi muri invisibili solo per avidità di conoscenza?
Penso che questi sono domande importanti da porsi in quanto ci portano a questioni morali. Il titolo (Invisible Walls) dunque può essere visto sotto diversi aspetti riferiti al tema. Il suo messaggio e' così semplice ma così difficile da mettere in pratica:abbatti il tuo muro invisibile personale per avvicinarti alla tua voce interiore.
Sebbene la vostra musica sia ben radicata nel metal, c’è un abisso rispetto ai prodromi solitamente riscontrabili nel settore, come ho riportato nella recensione mi ricordate i –per me- grandi Pain Salvation, c’è dell’intellettualoide nella vostra musica che vi contraddistingue.
Dunque, penso che sia dovuto al fatto che noi non usiamo parole come "guerrieri", "acciaio", "draghi" e così via (ride). Ma alla fine non abbiamo intenzione di apparire pseudo-intellettuali. La nostra intenzione e' di suonare musica dal nostro cuore e divertirci. Per quanto riguarda i testi, è solo che ci interessa portare qualche pensiero più profondo con la nostra musica. La musica che suoniamo e i testi che l'accompagnano sono una parte di noi stessi ed e' così che dovrebbe essere.
Al di là del fatto che la vostra musica può essere tranquillamente inquadrata in un genere, mi sembra comunque di scorgere un eclettismo connaturato alla vostra arte che emerge dalla alternanza tra i brani. All’interno della vostra band quali sono le influenze predominanti?
L'influenza più importante sulla nostra musica la hanno le emozioni. Noi cerchiamo di tradurre quelle in musica in modo che la gente che ci ascolta può "provare" anche quelle emozioni. Per quanto concerne il nostro bagaglio musicale ci sono molte influenze differenti. Io sono cresciuto ascoltando Guns 'n Roses e Metallica nei primi anni. Poi ho scoperto gruppi come Dream Theater, Queensryche, Iron Maiden, Helloween, Savatage, Accept, Stratovarius e così via. Oggi ascolto Evergrey, Nevermore, Edguy e roba del genere. Steffen Singler (bassista) ascolta jazz sperimentale e Opeth, mentre Christian Graeter (cantante) e Christian Frank (batterista) sono per gruppi come Kamelot, Ayreon e Sonata Arctica. Quindi c'è un panorama molto vasto che -diciamo- influisce.
Copertina e concept di fondo molto interessanti, distante dai soliti cliché di certo metal, con un immaginario che può sembrare a chi ascolta molto suggestivo; me ne parli in modo più approfondito?
Mentre registravamo ci siamo messi in contatto con Carl André Beckston (Monowasp). Lui è un artista svedese e noi apprezziamo molto le sue opere. Gli chiedemmo se era interessato a lavorare sulla copertina di Invisible Walls. Gli mandammo così qualche canzone per aiutarlo con l'ispirazione e subito dopo quello lui ci inviò qualche schizzo di come poteva essere la copertina. Noi scegliemmo la "ragazza circondata da muri" che era il più vicino all'atmosfera dell'album. E' una splendida interpretazione per Invisible Walls. Le pagine interne del booklet sono state disegnate da Christian (cantante). Anche lui ha fatto un bel lavoro dando a ogni canzone uno diverso sfondo.
E dal punto di vista lirico è rivelante un voler, da parte vostra, veicolare un messaggio alla gente che vi ascolta oppure vi interessa solo il lato ludico della musica?
Come dicevo prima, significa veramente molto per noi riuscire a creare testi all'altezza. Secondo me una canzone si compone di due "strati". Il primo e' la melodia. La musica è capace di portare emozioni e tutti le possono provare - non importa se sei italiano, francese, americano, tedesco o vieni da chissà dove. Non ha bisogno di linguaggi per godersi la musica. L'altro strato sono i testi. E quindi essi sono una parte importante delle nostre canzoni.
Musica come veicolo di stati d’animo ed emozioni, musica come catarsi, musica quale freddo e formale esercizio di tecnica. In quale definizione ti ritrovi, personalmente, ed in quale inseriresti i D’sC?
L'hai detto (ride). E' emozioni e sentimenti. Intendo, hai bisogno di tecnica per suonare musica e per qualcuno la musica e' un tipo di catarsi. Io direi che la musica può essere una via di meditazione,una via per trovare la pace interiore ma essa e' anche un esplodere di emozioni e sentimenti. Questo e' proprio il caso di quando suoniamo dal vivo. Ci divertiamo così tanto sul palco sia tra di noi che con il nostro pubblico. E' incredibile. Questi sono momenti magici che siamo onorati di condividere con i nostri fans.
Ho trovato il vostro lavoro carico di energia. Toglietemi una curiosità, in questa energia c’è anche una punta di rabbia nei confronti degli ostacoli lungo il percorso di gestazione del disco, o più semplicemente avete lavorato con lo spirito di chi non deve dimostrare niente a nessuno?
No, penso sia solo una energia positiva quella che puoi sentire nell'album. Noi siamo molto pacifici - il più' delle volte almeno (ride). Certamente ci possono essere canzoni che necessitano di una certa aggressività, ma questo solo per l'interpretazione artistica della canzone.
Secondo il tuo punto dio vista come è cambiata la scena a livello europeo tra gli anni ‘80 e ‘90 per arrivare fino ad oggi?
Per rispondere a questa domanda devo fare una separazione tra metal e il resto della musica. Per me il resto della musica ha perso la sua faccia con il passare degli anni. Certo ci sono buoni musicisti, ma la maggioranza dei gruppi sono prodotti da "fast-food" dell'industria musicale. Circolano ancora grandi nomi dei "bei vecchi tempi" come Bon Jovi, Madonna, U2, Rolling Stones (ok, loro sono veramente dinosauri del rock) e qualche relitto dai tardi novanta come Britney Spears per dirne uno, ma tolti questi ci sono molte "top-stars" senza faccia. Qui in Germania abbiamo uno show televisivo che "crea" stelle ogni sei mesi! Cos'e'? Questa e' una vergogna per la musica. Guardando alla scena metal, la cosa e' un po' diversa. Troviamo anche qui mostri sacri come Iron Maiden, Judas Priest, Helloween, Queensryche ecc ecc. Ma c'è anche una schiera di artisti emergenti molto promettenti e la più grande differenza tra il metal e tutto il resto e' che il metal ha molti fans veramente affezionati. Oso dire che la scena metal e' come una isola in questo strambo mondo musicale.
Vi vedremo mai dal vivo in Italia?
Non ci sono tour programmati al momento, ci sarà solo qualche show singolo. Stiamo già scrivendo canzoni per il nostro prossimo album e speriamo di poter essere in tour con esso. Suonare in Italia sarebbe fantastico. Stiamo lavorando duro per far diventare questa cosa realtà. Grazie a voi per questa intervista e un grazie a tutti i lettori.
Venite a trovarci su www.myspace.com/destinationscalling o visitate il nostro sito web www.destinationscalling.com.
Saluti, Markus & DC.
Maurizio Di Battista