Intervista Desert Clouds

Ciao a tutti e benvenuti su theShipmagazine.com, vorrei iniziare subito chiedendovi se le canzoni del demo Dharma Bums sono frutto di molti anni passati a comporre in studio o se sono state scritte appositamente per questo lavoro.
Dharma Bums è un E.P. (nato in maniera casuale). Composto da sei brani messi insieme per racchiudere i sentimenti che prevalgono in noi attraverso le canzoni. Non è un lavoro costruito, è nato così. è una sorta di DEMO. Abbiamo inciso diversi pezzi e poi abbiamo scelto tra questi alcuni da condividere con gli altri. Tutto qui
Quanto sono importanti per l’evoluzione della vostra musica, tutti quegli artisti che hanno creato le sonorità psichedeliche degli anni 60/70?
Molto, nel sound dell'epoca ci rispecchiamo per la libertà espressiva, per la mancanza di compromessi e per la spiccata originalità sia nella composizione che nella conseguente esibizione, dando ogni volta quel qualcosa in più, dettato dall'emozioni del momento in cui si esegue il brano.
Ascoltando il vostro demo, le sensazioni che più assalgono l’ascoltatore sono quelle malinconiche e aride, anche i vostri testi rispecchiano tali caratteristiche?
Decisamente, le canzoni che scriviamo si ispirano alle nostre vite, quindi anche nei testi c'è malinconia, tristezza, aridità, insomma spesso i testi e le musiche procedono all'unisono. Questo, crediamo, dia maggior effetto a chi ci ascolta. Le parole stesse spesso vengono ispirate dalle musiche.
Per quanto riguarda la musica, i prossimi lavori in studio seguiranno le orme di quest’ultimo disco o ci saranno delle evoluzioni nel songwriting?
Saremo in continua evoluzione, gli stati d'animo sono in continua evoluzione, di conseguenza le canzoni che usciranno saranno parte integrante di questo continuo cambiamento. Senza comunque tralasciare l’intensità emotiva che ogni brano per noi dovrà assolutamente esprimere…qualsiasi sia l’emozione.
Ho un dubbio da togliermi: la vostra musica è ‘complicata’ e soprattutto non immediata, quali sono le reazioni del pubblico in sede live?
Il pubblico sembra avere difficoltà a percepirci, sia per scarso interesse, sia perchè non tutti i nostri pezzi sono d'impatto. Richiedono un ascolto attento ma allo stesso tempo molto emotivo. Soprattutto nel lasciarsi andare e farsi trasportare nel bene e nel male. Comunque dalle nostre parti abbiamo molte difficoltà, anzi a volte sembra che suoniamo noi e noi soltanto. L'interesse per la musica originale e sincera sembra essere pari allo zero.
Vediamo se la vedete come me. Mi fate un panorama su quello che pensate della musica ‘made in Italy’ nella scena underground e non?
In Italia ci sono un bel po' di gruppi interessanti. Tu hai parlato di scena, forse non è così, in Italia ci sono diverse scie, ma sembrano tutte sole e pronte a tramontare da un momento all'altro.
Sarà colpa di un mercato saturo, produzioni poco impavide. Quello che si nota e che il pubblico non ci dà possibilità di uscire dato che gli ascolti sono per la stragrande maggioranza diretti a lavori discografici superficiali, idee stereotipate e veri e propri falò delle apparenze.
L’intensità dei vostri brani è molto alta, ogni canzone sembra essere uscita fuori dopo mesi di registrazioni, tante sono le sfaccettature da interpretare. E’ solo una mia sensazione oppure ogni brano richiede molto tempo per essere composto?
Noi all'interno della band abbiamo più compositori, l'idea viene proposta durante le prove, e così la canzone vera nasce solo quando viene condivisa da tutto il gruppo sia emotivamente che musicalmente. Questo processo, se così si può chiamare, a volte è breve, a volte è immediato e cambia da live in live. Cerchiamo di essere vivi mentre suoniamo e come tali non sempre uguali.
Siete una band dal sound crudo ed incredibilmente introverso, cosa farete per dare in pasto la vostra musica ad un pubblico più vasto?
In realtà non credo faremo qualcosa per allargare il pubblico. Continueremo a suonare, se durante i live ci accorgiamo di essere più dei soliti 4 gatti allora vuol dire che è successo qualcosa. Altrimenti pazienza le delusioni nella vita sembrano essere infinite e noi non deluderemo noi stessi per farle scomparire.
E quali sono le armi che avete a disposizione per farlo?
La nostra unica arma è l'esperienza live. Suonare dal vivo per noi è importante, sia da un punto di vista personale sia per creare un contatto con l'ascoltatore, ammesso che ci sia l’ascoltatore e il conseguente contatto.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Siamo in contatto con un produttore di cui non facciamo nome, se tutto va come deve, c'è la possibilità di promuover e suonare molto anche e soprattutto fuori Italia. Speriamo di incontrare fuori da qui gente più aperta.
Antonio Leoncini