Intervista Clepsydra

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Ciao ragazzi e benvenuti tra le pagine di TheShipMagazine.com; come prima cosa, lascio a voi lo spazio per parlarci del vostro gruppo...
Il progetto Clepsydra nasce nel maggio 2002 dall'unione di due amici di vecchia data, Fabio Di Gialluca e Ricci Danilo, ovvero chitarra-voce e batteria, Per i primi anni di attivitá la band si propone dal vivo come tribute band di due super gruppi degli anni sessanta quali la Jimi Hendrix Experience e i Cream, facendosi le ossa e continuandosele a fare nel circuito live della zona.
Nel 2004 da sessioni di prova e da interminabili cambi di strutture nascono i primi brani della band "Controlling the breath of the dog" brano dalle caratteristiche lisergiche floydiane e "Sweet Angel" ballad pop che insieme ad altri brani nel 2005 andranno a formare il primo demo tape registrato in studio titolato The breath of the dog. Nel frattempo la band decide di incominciare a preparare del nuovo materiale per l'EP "Foam".Dopo alcuni mesi, la band riceve, tra le varie proposte, quella della M.P. Records di Padova per la produzione di un album, che registrato nel mese di ottobre 2006 vedrá la luce agli inizi di febbraio 2007, il cui titolo sará "Second era of Stonehenge", l'album verrá distribuito in tutto il mondo (Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti, Messico, America del Sud, Belgio, Francia, Olanda, Grecia, Germania, Svizzera, Irlanda, Svezia, Spagna, Europa dell'Est, etc etc) da G.T. Music Distribution, raccogliendo pareri positivi nelle critiche.
L'intero lavoro discografico è stato missato presso gli HAWK STUDIOS di Roma da Gianrico La Rosa e Fabio Liberatori (Stadio, Lucio Dalla, Luca Carboni, Ron) nonché David di Donatello per le colonne sonore dei film di Carlo Verdone, che ha collaborato alle tracce di I saw Syd Flying e Stonehenge 00:37 dell'album.
Il gruppo è cosi composto:
Fabio Di Gialluca - Vocal, guitar
Luca Trifoni - Vocal, bass
Danilo Ricci - Drum
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Da cosa deriva il nome della band ‘Clepsydra’?
Deriva dalla comune clessidra, usata in epoche passate per la misurazione del tempo, oggetto che comunque corrisponde ad una fine ed ad un inizio di un momento dato che girandola ogni volta si ha l’opportunità di iniziare e concludere qualcosa come se si potesse vivere e morire più volte.
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Quali sono le principali emozioni che si vuole trasmettere con “The Second Era of Stonehenge”?
La seconda era di Stonehenge riguarda emozioni e stati d’animo comuni a tutti dove ognuno può rivedersi, magari le stesse emozioni e stati d’animo vecchi centinaia di anni che accomunano varie generazioni.
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Nell'album c'è una canzone che si chiama ‘Room of desire’ , qual'è il vostro desiderio in questo momento?
Il nostro desiderio in questo momento è lanciare il nostro secondo album a cui stiamo lavorando già da un po’.
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Ascoltando i vostri brani vengono subito in mente quelle sonoritàche rock n'roll psichedeliche anni ‘70/’80, quali artisti vi hanno segnato maggiormente? Quali dischi girano nel vostro lettore attualmente?
Più che 70/80 il nostro sound raggruppa la fine della psichedelia con l’inizio della progressive, quindi la fine degli anni ’60 con l’inizio dei ’70. Gli artisti che ci hanno segnato maggiormente sono i grandi dinosauri di quel tempo, innanzitutto i primi Pink Floyd di Syd Barrett, a cui tra l’altro abbiamo dedicato l’album, e poi non possiamo fare a meno di citare i Led Zeppelin, i Cream, Jimi Hendrix, Frank Zappa e via via tutti gli altri che hanno rappresentato quel periodo. Tra i dischi immancabili nell’hi-fi potremmo citare Freak Out di Frank Zappa, Dark Side of the Moon e The piper at the gates of dawn dei Pink Floyd, Disraeli Gears dei Cream, Led Zeppelin II, Family Entertaintment dei Family, l’omonimo dei Doors, The madcap laughts, Barrett, Opel, di Syd Barrett, Sgt. Peppers lonely heart club band dei Beatles, Are you experienced? di Jimi Hendrix, K dei Kula Shaker, Kid-A dei Radiohead, Selling England by the pound dei Genesis, Emisphere dei Rush, Wired di Jeff Beck, senza tralasciare I grandi di casa nostra come gli Area con Caution Radiation Area e le Orme con Collage
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I vostri testi sono molto profondi, anzi, direi che sono delle vere e proprie poesie, nascono come tali, o avviene prima la stesura strumentale?
Si scrivono molti testi e molte parti musicali, ma ognuna delle due cose si scinde, insieme alla fine esattamente come un puzzle a cui si vuol dare una struttura ed un colore. Ad ogni testo corrisponde una musica, una sola musica, solo quella si sposa bene con quello che realmente si vuol dire, inconsciamente in realtà scriviamo una musica ed un testo per un argomento che già sappiamo ma solo alla fine troviamo la matrice corrispondente.
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Avete girato parecchio, con svariate date in giro per l’Italia, come vi ponete davanti al pubblico? Qual'è stato il concerto dove vi siete sentiti davvero gratificati dal pubblico?
Guarda, abbiamo fatto veramente tantissime date in giro per l’Italia da quando è uscito l’album, circa 70, davanti al pubblico cerchiamo di porci in modo spontaneo e genuino, non un esibizione fredda e statica ma cerchiamo di comunicare il più possibile dilatando i pezzi, all’interno dei quali avvengono delle vere e proprie jam session, tipiche della filosofia dei Cream. Non c’è stato un concerto più bello, ce ne sono stati tanti, possiamo citare varie date dove ci siamo veramente sentiti caricati dalle persone venute, come ad esempio Cantù, oppure il Woodstock di Como o il Rockaway di Porto Potenza Picena, vero e proprio tempio della musica indipendente, non solo del centro Italia, ma direi nazionale. Un episodio singolare è accaduto all’Alkatraz di Roma dove a dispetto del poco pubblico accorso, noi carichi come bestie senza giri di parole abbiamo ribaltato il locale………
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Vi ho visto dal vivo ques'estate e posso dire che siete molto bravi, ma perché non ci raccontate di qualche situazione ‘particolare’ che si è creata durante una vostra esibizione?
A parte i vari mancamenti di ognuno di noi, dovuti al troppo coinvolgimento nelle improvvisazioni di 15 minuti posso citarti vari pazzi che si sono arrampicati sulle “americane” delle luci rischiando di farsi male sul serio e di distruggere metà palco, casi di black-out elettrico ripetuti, raptus di fan particolarmente coinvolti, e quella volta in cui Fabio totalmente ubriaco abbandono il palco per dirigersi verso il bancone, lasciando noi due (basso e batteria) ad improvvisare….eh eh eh eh
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I vostri video sono molto particolari, contribuite in prima persona sul set a creare le vostre idee, oppure vi affidate completamente al regista?
Contribuiamo in modo molto presente alla stesura della sceneggiatura, chiaramente creando ogni volta un certo conflitto tra noi ed il regista che alla fine giocoforza si trova a dover accettare un mix tra le due idee.
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Di solito il secondo album è sempre il più difficile, perchè non si vogliono deludere le aspettative, come sarà il prossimo disco? Avrete lo stesso sound che avete creato o sperimenterete qualcos'altro?
Il prossimo album possiamo anticipare che sarà una bomba e ci assumiamo fin da adesso le responsabilità di queste parole, dato che ci stiamo lavorando da tanto tempo curando tutti i minimi particolari, se il primo è stato una raccolta di canzoni, il secondo sarà un concept album, e solo qui si ascolteranno i veri Clepsydra. Crediamo molto in questo album, lo riteniamo fondamentale, essenziale, e poi ben vengano le critiche. Ci saranno ospitate di musicisti aggiuntivi di un certo rilievo, tipo sitar, percussioni, fiati, organo, senza ledere troppo la filosofia del power trio. La matrice della ricerca sonora sarà sempre la stessa, vintage, ma tutto avrà un volto nuovo. Suoneremo ed incideremo quello che realmente ci piace e ci caratterizza senza stare a vedere il lato commerciale e gli ascolti medi di tanta gente.
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Cosa ci dobbiamo aspettare, in futuro, dai clepsydra? Quali sono i vostri prossimi progetti?
continuare a fare musica sempre, produrre il maggior numero di lavori, conseguentemente impegnarci in un attività live continua con o senza successi, tutto perché, la musica o la si sente dentro o la si ignora. Musicista lo si è per sempre, sia in povertà che in ricchezza, tutto il resto è hobby.
Per sempre Clepsydra
Grazie della cortesia, Buona fortuna e speriamo di poter assistere al più presto ad un vostro concerto….
Siamo lieti di quest’intervista, grazie mille a voi per l’opportunità concessaci e un grande in bocca al lupo per il vostro Ship-Magazine
Gianni Di Sante