Intervista Arcadia


Benvenuti sulle pagine di theshipmagazine.com, volete presentarvi al nostro pubblico parlandoci della storia del vostro gruppo?
Allora.. La band si forma nel lontano 98, dopo 2 demo, nel 2001 esce il primo full length Synth, dopo svariati tours di supporto a band come Trivium, Testament, Deicide, Body Count, Obituary etc. nel 2005 esce il secondo disco degli Arcadia, Fracture Concrete, a questo punto la band parte in tour per ben tre volte negli States e in tour in tutta Europa...
Nel Novembre 2007 esce Cold Cold Bodies, terza fatica degli Arcadia. La band parte in tour in tutta Europa... siamo ai giorni nostri...
Dopo aver ascoltato ‘Cold Cold Bodies’, le prime sensazioni che ho avuto sono state quelle di aver a che fare con una band che non vuole porsi dei limiti su quello che intende comporre, senza per forza di cose seguire degli standard del momento. Può essere considerato un pensiero che si addice alla vostra band?
[mike] Sai, quando componiamo lo facciamo spesso di getto, ragionando magari solo a pezzo abbozzato sull'effettiva efficacia di certi arrangiamenti e correggendoli casomai. Essendo quindi molto istintivi, direi che non seguiamo nessuno standard,almeno a livello conscio, ma sai.. quando si e' bombardati da mtv e cazzi vari.. a volte secondo me l'adattarsi a certe cose diventa quasi inconscia.
Quali sono stati i primi feedback da parte del pubblico dopo l’uscita del disco?
[ame] Abbiamo ricevuto tantissimi complimenti per il prodotto finale; siamo riusciti a fare un buon lavoro, anche se ci è costato intere notti insonni per cercare di fare le cose al meglio delle nostre possibilità; tutti i complimenti che abbiamo ricevuto ci ripagano di quelle nottate passate davanti a Cubase!
Siete pienamente soddisfatti del risultato finale?
[mike] Beh.. come sempre accade,col senno di poi qualcosa da cambiare c'e' sempre, però se pensi che e' il primo disco che abbiamo registrato totalmente da soli.. direi proprio di si.
Avete suonato molto anche all’estero, quanto è difficile proporre la vostra musica in giro per il mondo? Quali le differenze rispetto ai palchi italiani?
[mike] Beh...di base direi che non ci sono difficoltà di sorta...anzi...all'estero,pare stereotipato dirlo,ma c'e' tutta un'altra apertura mentale. Differenze sono tante purtroppo, a iniziare dall'interesse che ruota attorno alla band, al rispetto del musicista...qui se fai musica sei solo un disoccupato che ha l'hobby della musica. In molti posti d'Europa sei un artista che si fa il culo e fa un bello show.
Mi raccontate qualche situazione particolare che vi è capitata negli U.S.A., nelle date che avete sostenuto insieme ad alcuni mostri sacri della musica metal come Testament e Deicide?
[mike] ehehe eggia', abbiamo girato gli Usa davvero per un bel po'..se tutto va bene a Settembre ci torniamo...vediamo un po'. Beh.. di scene particolari o bizzarre ne sono successe tante...mi viene in mente una volta che ci hanno fatto suonare sotto un supermercato di nascosto dalla polizia ahaha non ricordo bene dov'eravamo...verso il confine col Messico. Mentre il ricordo di Riverside e' molto più piacevole.. ricordo a fine serata l'elezione di miss maglietta bagnata,con tanto di tipa che mi saltò in braccio ;)
Sono curioso di sapere quali bands hanno influenzato i vostri lavori e quelle alle quali siete più affezionati?
[mike] Eh...in tutti questi anni tante bands ci hanno influenzato...dai Metallica degli inizi,dai Fear Factory di qualche anno fa fino ad arrivare a band più moderne come Bullet for My Valentine, Mnemic, Lamb of God...
La validità assoluta di una band come gli Arcadia è indiscutibile, recensendo vari dischi, di gruppi italiani e non, a volte ci si imbatte in prodotti dalla qualità, non molto elevata (diciamo così), ma che incredibilmente ottengono risultati notevoli sulle riviste specializzate e da parte del pubblico. Queste situazioni non vi fanno ‘incazzare?
[ame] Ci siamo abituati per fortuna a prendere tutto con le pinze! Di recensori ce ne sono davvero tanti, ma di critici veri invece ce ne sono decisamente pochi; preferiamo quindi farci una nostra idea a priori e poi confrontarla con quella dei vari recensori, in modo da essere in grado di filtrare tutto con il nostro occhio critico... così se qualcuno spara cazzate a caso non ci preoccupiamo più di tanto!!
Dopo dieci anni di attività, nessuno meglio di voi può presentarci un quadro della nostrana scena underground…
[ame] Dobbiamo proprio???...
Grazie mille ragazzi, per la disponibilità e la cordialità, spero di poter assistere al più presto ad un vostro concerto dalle nostre parti qui in Abruzzo. Chiedo troppo?
[ame] L'Abruzzo è una bella regione che non abbiamo mai avuto il piacere di toccare con i nostri infiniti tour... ma ormai la situazione in Italia si sta facendo sempre più critica e penso che sarà davvero dura riuscirci... ma non è detto che magari in futuro salti fuori qualche bella sorpresa...speriamo!!!
Antonio Leoncini