The Ship Magazine - di Jacopo Aloisi
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Intervista Addiction Crew

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Benvenuti tra le pagine di TheShipmagazine.com, inizio subito facendovi parlare della vostra storia, che dal lontano 1995 ha visto parecchia acqua passare sotto i ponti…

Marta: Tantissima acqua sotto un bel po’ di ponti. La storia è lunga e io ne faccio parte solo a partire dal 2003. Gli Addiction si formano nella seconda metà degli anni novanta, quando il nuovo metal d’oltreoceano qui in Italia ancora era pressoché sconosciuto. Dopo un primo interessante EP intitolato ‘Just to Hurt’, la band si conquista definitivamente l'attenzione di pubblico e critica con il CD ‘Doubt The Dosage’ nel 2001. L’album include la partecipazione di Igor Cavalera dei Sepultura e viene trainato dal singolo ‘Download’, il cui video viene trasmesso su MTV Italia per alcuni mesi. Dopo un lungo tour che tocca Italia, Svizzera e Austria la band si mette al lavoro sul nuovo materiale ed è qui che entro in scena io. E’ il 2003, la line-up degli Addiction cambia, gli Addiction diventano ‘Addiction Crew’ e inizia la splendida collaborazione con l’ancora attuale manager Emiliano Lanzoni (Code 666, Aural Music). La band sigla un contratto con la Earache Records UK e tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005 l’album ‘Break in Life’ esce in Europa, Australia e Giappone. Il video del singolo ‘What About’ (per la regia di Paolo Doppieri: Linea77, Roy Paci feat.Manu Chao, Extrema, Jade feat. Elisa...) viene trasmesso da tutte le maggiori emittenti musicali in Europa (Spagna, Olanda, Svezia, Francia, Inghilterra...), posizionandosi in diverse classifiche: per esempio n.11 nella rock chart di Mtv Spagna e n.3 nella rock chart di TMF Belgio. Mentre la band è in tour in Italia, Germania e Austria, il disco raggiunge incredibili traguardi di vendite in Giappone: si posiziona al n°1 della rock chart di HMV. I successivi due anni sono segnati da un nuovo cambio di line-up, un cambio di etichetta e tanto lavoro in studio. Il nuovo disco, ‘Lethal’, prodotto e mixato dal chitarrista della band Alex Guadagnoli con la collaborazione di James Dunkley del Pimp Towers Studio UK, è stato pubblicato in tutto il mondo a inizio giugno 2008.

Ho trovato la vostra proposta interessante per una ragione su tutte: la ricerca del giusto equilibrio tra la resa potente e solida del vostro sound e l’estrema melodia della voce di Marta. Quali sono i motivi che vi hanno portato a puntare così tanto su queste soluzioni?

Marta: Sono d’accordo con te, il contrasto tra il sound potente e la melodia è ciò che caratterizza questo disco. In questi due anni passati a comporre e registrare abbiamo sperimentato parecchio e c’è stata una lenta e naturale evoluzione in questa direzione. Abbiamo lasciato da parte l’elettronica e dato più spazio alle chitarre, abbiamo voluto una sezione ritmica pesante e aggressiva e ci siamo accorti che a quel punto potevamo permetterci linee melodiche di ampio respiro senza compromettere l’effetto finale energico e aggressivo.

Alex: Infatti quando tutti i pezzi erano pronti, mi sono reso conto che anche dal punto di vista della produzione Lethal sarebbe stato ancora più incisivo marcando questo contrasto tra ritmiche molto pesanti e la melodia dei vocals, per cui ho cercato di impostare chitarre e batteria nel modo più aggressivo possibile. In termini di suono credo sia il nostro lavoro migliore.

Penso che siate ben coscienti di aver prodotto un disco che probabilmente riuscirà ad ottenere ottimi risultati (lo so che state toccando ferro!!!) sia per l’elevata qualità che per la singolare proposta, voi cosa vi aspettate da Lethal? Avvertite una certa pressione?

Marta: sto toccando tutto il ferro del pianeta! Innanzi tutto grazie. Abbiamo fatto quanto possibile per creare qualcosa di personale e di qualità e in generale il feedback a un mese dall’uscita è buono: vendite, commenti, critiche positive e critiche negative che comunque sottointendono un certo interesse. Purtroppo sappiamo bene che il successo non dipende solo da questo, il music business è piuttosto contorto e molto affollato. Personalmente credo che ciò che più importi sia non essere sotto pressione quando si scrive e si realizza il disco, per poter essere liberi di esprimersi per quello che si vuole essere, e nel nostro caso fortunatamente è stato cosi.

Alex: Eravamo molto più sotto pressione quando eravamo con la Earache. Per questo disco siamo stati liberi di comporre nel modo e nei tempi che ritenevamo giusti. Di conseguenza viviamo anche le aspettative in modo sereno.

Allo stesso tempo penso che la vostra tipologia di fans sia per forza di cose in continuo cambiamento. Anche voi avvertite questo tipo di sensazione?

Marta: In effetti, si, ogni evoluzione implica perdere alcuni dei vecchi fans e conquistarne altri. Ci sono persone che apprezzano moltissimo pezzi come ‘Target’ o ‘Make a Sense’ che difficilmente ascolterebbero ‘Doubt the Dosage’ o persone affezionate a ‘Broke’ e ‘Download’ che del disco nuovo probabilmente salvano ‘Along the Way’, ‘Shove’ e poco altro. Lo avevamo messo in conto. Tuttavia abbiamo ricevuto sui nostri siti diversi inaspettati messaggi di fans legati ai primi dischi che stanno consumando Lethal a forza di ascoltarlo. Forse è proprio quel contrasto tra sound e melodia di cui parlavamo prima a rendere questa cosa possibile.

Rispetto agli albori, è più che evidente l’evoluzione del sound, cosa vi ha spinto a fare tali cambiamenti nonostante i vostri album precedenti erano assolutamente degli ottimi lavori?

Marta: ogni volta tra un disco e l’altro passano alcuni anni pieni di cambiamenti per noi, sia come persone che come musicisti: veniamo influenzati da quello che viviamo, da quello che ascoltiamo, da come cambiano le tecnologie a disposizione per fare musica. Oggi ancora più che in passato grazie alla rete tutto si muove ancora più in fretta e si ha la possibilità di entrare in contatto con una moltitudine di realtà musicali in tempo reale. Preferiamo non rimanere comodamente legati a quanto è già stato “sdoganato” del nostro passato e continuare la nostra ricerca, per evolverci e crescere.

Sappiamo che c’è stato un cambio di etichetta, quali sono state le motivazioni che vi hanno allontanato dalla Earache?

Marta: Senza stare a entrare nei dettagli, il succo è che nonostante gli ottimi risultati ottenuti da ‘Break in Life’, Earache non ci ha dato un adeguato supporto soprattutto per quanto riguarda marketing, promozione e live. Per ‘Lethal’ abbiamo deciso di vagliare proposte di diverse altre etichette e alla fine abbiamo scelto la soluzione che ci garantiva la maggiore affidabilità e trasparenza: RB-Records per il Giappone e Aural Music per il resto del mondo.

Ho letto e sentito parlare parecchia gente che vi accusa di aver ‘tradito’ le vostre radici metal, cosa ne pensate?

Marta: Le radici metal ci sono e sono evidenti, ma proprio in quanto RADICI stanno alla base di un sound, di un’intenzione, e sopra ci si sviluppa tutta una serie di contaminazioni che sicuramente possono piacere o meno. Io trovo un po’ sterile stare a etichettare di continuo e voler per forza inserire un disco in un contenitore stagno, credo che il connubio di generi differenti tra loro sia edificante e piacevole. C’è chi invece vede tutto questo come un “tradire”. Punti di vista.

Alex: Molti dicono la stessa cosa anche di bands come Slipknot ad esempio. Il punto è che anche gruppi pesantissimi ora vengono criticati come se suonassero del pop, credo che si sia un po’ persa la concezione di ciò che è metal e ciò che non lo è. Nel nostro caso restando sul nuovo album, credo che pezzi come ‘Along The Way’, ‘Shove’ e ‘The Reason You Can’t Sleep’ siano assolutamente metal e dire il contrario secondo me è negare l’evidenza.

Tornando al disco vorrei chiedervi, ora che è sul mercato, quale giudizio gli dareste e soprattutto sotto quale punto di vista avreste dovuto migliorare il risultato finale...

Marta: Se potessimo tornare indietro? Eh, bella domanda. Durante le listening sessions ci siamo chiesti come fare a migliorare il suono, la produzione, la parte tecnica. La risposta era sempre: con un budget milionario ! J Scherzi a parte, siamo molto soddisfatti di quanto abbiamo saputo fare in rapporto ai mezzi che avevamo a disposizione. L’unica cosa di cui ci siamo resi conto dopo l’uscita del disco è che ci sono diversi pezzi di un certo livello, non uno solo che spicca più di altri. Ma è poi un difetto? Per l’anteprima su iTunes abbiamo scelto come singolo ‘Target’, che ci sembrava la canzone più rappresentativa, ma poi ci siamo accorti da commenti, recensioni e vendite che a seconda dell’ambiente o del contesto la gente sceglie come potenziali singoli anche altre tracce (Shove, See Me Again, Hangin in the Air…)

Una domanda su quella che si è rivelata una scelta coraggiosa per gli Addiction Crew: quali le motivazioni che vi hanno indotto a lasciare completamente il compito alla voce a Marta?

Marta: fin dai tempi di Break in Life abbiamo provato modi diversi per intrecciare la mia voce con quella di Yuri e Alex e abbiamo proseguito anche durante i lavori in corso per la stesura dei pezzi di Lethal; quando Yuri ha lasciato la band per prendere un’altra strada avremmo potuto prendere un altro cantante che lo sostituisse. Prima però abbiamo voluto tentare una soluzione diversa, dando risalto alla mia voce e alle chitarre di Alex: i pezzi funzionavano alla grande e ci siamo sentiti a nostro agio in questo nuovo equilibrio, perciò così sono rimaste le canzoni e così è rimasta la band. Forse è una scelta coraggiosa, si, la “frontwoman” in questo genere di musica è super bersagliata di critiche e la band viene a prescindere etichettata come clone degli Evanescence. Al contrario io credo che il mio modo di essere e di cantare più rock che gotico/metal sia il mio marchio di fabbrica e porti un valore aggiunto a questo disco.

Il piano di promozione di Lethal come proseguirà? Sono certo che sarà impegnativo e molto lungo, quali luoghi riuscirete a toccare e soprattutto dove non vedete l’ora di suonare?

Marta: Il disco è uscito in tutto il mondo, per cui stiamo valutando quali paesi prediligere in attesa di avere il dono dell’ubiquità. J Alla luce del fatto che in Giappone dopo soli sei giorni dall’uscita Lehtal è entrato nella top-ten pop-rock di Tower Records Japan è evidente che per quanto ci riguarda la priorità sarebbe il Sol Levante, dove già Break in Life aveva venduto diverse migliaia di copie. Intanto si stanno muovendo alcune cose negli States e in centro-sud america, ma (sempre toccando ferro) per scaramanzia ancora non mi pronuncio in merito. Avrete presto notizie…

Quali reazioni del pubblico vi attendete?

Marta: Il pubblico è imprevedibile, non si possono avere aspettative. Di certo non mi aspettavo per esempio che il pubblico giapponese ci facesse finire in top ten con Radiohead, Coldplay, Alanis Morissette e sopra a Madonna. Il music business è una cosa, il vero scopo della musica è un altro: se là fuori c’è qualcuno a cui è piaciuto il nostro disco, ci si è riconosciuto e si è affezionato a qualche nostra canzone allora l’obiettivo è raggiunto. Tutto qui.

Grazie per la cordialità, rinnovo i complimenti e…spero di incontrarvi presto su di un palco!

Marta: grazie mille a te e a The Ship Magazine. Un saluto a tutti i nostri fans, speriamo di vedervi presto a un nostro live, intanto veniteci a trovare su www.addictioncrew.com e sulle nostre pagine myspace. Un bacio!

Antonio Leoncini


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