Intervista a Moltheni

Umberto Giardini, in arte Moltheni, è sicuramente uno degli artisti più alternativi e originali del panorama musicale italiano degli ultimi anni. La sua dote artistica lo ha portato a dilettarsi con diversi generi, dimostrando una vena creativa fuori dal comune. Un'artista di valore con all’attivo ben cinque album in studio. Facciamo due chiacchiere con lui.
1) Ciao Umberto. Sono felicissimo di poterti intervistare. La prima volta che ho assistito ad un tuo concerto era il 1999. Eri al tuo debutto discografico, Natura in Replay. Sono passati nove anni. Cosa è cambiato nella tua musica e cosa ha portato questo cambiamento?
Nella mia musica e' cambiato moltissimo anche se l'approccio in fase di composizione è rimasto esattamente lo stesso. Probabilmente sono cambiato io e quindi di conseguenza anche quello che mi aspetto dalla mia musica da quello che scrivo. Sono cambiate le aspettative, il significato che do ai miei lavori.
2) In Natura in Replay, c’è una canzone molto bella, In centro all’orgoglio. Come è nato quel pezzo?
Non lo ricordo assolutamente...
3) Splendore e Terrore si può ritenere l’album della conferma. Un disco pregiato realizzato dopo due anni di lavoro. Cosa significa per te quel lavoro e come ha influito sui lavori successivi?
"Speldore Terrore", è stato un album importantissimo per me e forse anche per chi mi conosce e conosceva. Ha rimesso in tavola le carte e ha svelato qual’è la mia vera anima, sognante, ipnotica.
4) Il tuo ultimo lavoro, Io non sono come te, si discosta dai tuoi precedenti album o continua il filone iniziato con Splendore e Terrore?
Probabilmente si riallaccia moltissimo a "Splendore e Terrore" che considero la madre di tutti i miei lavori futuri a esso.
5) Cosa hai voluto trasmette con questo album?
Non lo so, non mi pongo mai questo problema. Dopo oltre due anni di silenzio se non altro volevo far capire e trasmettere che non sempre serve far strillare le chitarre. A volte cose musicalmente più silenziose fanno più rumore di altre.
6) Nel 2006 hai pubblicato un live, ma in edizione vinile. Come mai questo ritorno al passato?
Lo considero un ritorno al futuro. É stata una cosa pensata e realizzata, senza troppe intenzioni. Quando pubblico qualcosa che mi riguarda c'è sempre disinteresse, senza finalità.
7) Leggendo alcune tue interviste, ho letto che sei un grande ascoltatore di musica. Cosa ti piace di più ascoltare e quali stai ascoltando ora?
Adoro il folk indipendente, e negli ultimi anni dagli States è nata tanta buona musica, forse anche per la voglia di recuperare quell'innocenza che pare la società americana come quella italiana abbia oramai perso. In questi ultimi periodi ascolto molti classici prima fra tutti Karen Dalton, Bob Dylan, ma anche nuove realtà come Marissa Nadler, Damien Jurado ecc.
8) Cosa pensi dell’attuale panorama musicale italiano e cosa pensi sia cambiato dagli anni del tuo esordio?
Non penso nulla, non lo seguo per niente. Penso sia cambiato moltissimo, ma in peggio. Le etichette non hanno un soldo in tasca e non sanno lavorare. La nostra generazione non sa cosa vuol dire affezionamento a qualcosa, lo comprende solo quando ne rimane senza. D’altra parte la tirannia e la scorrettezza delle Major non ha eguali, quindi il mercato si chiude su se stesso inevitabilmente e senza possibilità alcuna di recupero. Anni bui
9) Hai collaborato ad una canzoni di Croci, prossimo album dei Miura di Diego Galeri con il quale hai condiviso il palco in alcuni concerti. Come è nata questa amicizia e questa collaborazione artistica?
La collaborazione artistica è nata dall'amicizia. L'amicizia è nata dal fatto di riconoscersi umanamente prima che artisticamente. Quando si incontrano nella vita persone come Diego Galeri, tutto può accadere; l'episodio di aver contribuito nel loro nuovo lavoro è poco o niente, rispetto all'enorme possibilità che offre una persona così splendida.
10) Al momento non sono previsti concerti. Per l’estate pensi tornerai in tournèe?
Non so, potrebbero esserci delle sporadiche apparizioni in cui presenteremo alcuni brani nuovi del futuro lavoro.
11) C’è un nuovo album tra i progetti futuri di Moltheni?
Si decisamente si.. Uscirà in Ottobre "Quasi come il corallo" il nuovo album che registreremo entro Maggio a Bologna.
Jacopo Aloisi
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