INCOMING CEREBRAL OVERDRIVE - Cerebral Heart

Label: MYPHONIC RECORDS / ALKEMIST FANATIX EUROPE
Anno: 2008
Ultimamente posso ritenermi fortunato…almeno a livello musicale. Negli ultimi due mesi infatti ho avuto il piacere enorme di aver recensito, e quindi ascoltato, diversi ottimi prodotti, tutti consecutivamente, che non ha fatto altro che rafforzare in me il pensiero che la nostra scena non ha niente, ma proprio niente da invidiare a nessun’ altra nazione al mondo. E’ il turno infatti degli Incoming Cerebral Overdrive, band dedita ad un post-core (immagino la maggior parte di voi storcere il naso…) ma assolutamente originale e personale, che si distanzia notevolmente dalle ultra-mega-pompose produzioni dei giorni nostri, ma riduce il tutto alla vera essenza che questo Cerebral Heart vuole esprimere. La lucida, anzi lucidissima follia degli ICO è impressionante in tutte le caratteristiche della loro musica, che riesce ad essere cattiva, sintetica, rabbiosa, acida e irritante senza infarcire il loro sound di soluzioni recidive. La produzione, a cura di Kurt Ballou (Converge) la dice lunga sul livello del disco, ma se questo non bastasse anche l’artwork è curatissimo e assolutamente da primi della classe. L’apertura dell’album è affidata a ‘Food’, brano pesante sia nelle ritmiche che nell’esecuzione, poche divagazioni per non far perdere la rotta e fatte bene, si pensa solo ad ottenere il risultato prefissato nel modo più cattivo possibile. Una delle qualità del gruppo che più mi stupisce è che riescono ad inserire nei loro brani delle soluzioni come il death, il math-core e alcune sfuriate hardcore con incredibile naturalezza e senza cadere in frangenti pacchiani, ma che permettono alle loro creature di spazzare via ogni dubbio sul loro valore. Oltre alla prima traccia, particolarmente riuscite sono ‘Seasons’ e ‘Hope’, in cui ritroviamo buona parte delle caratteristiche che abbiamo elencato sopra, e che comunque sono dotate anche di una buona dose di impatto sonoro deflagrante. A fungere da collante ci pensa il synth, che amalgama alla perfezione la stridula e graffiante voce di Samuele Storai e le chitarre impazzite di Stefano Tocci e Maurizio Tuci, sempre alla ricerca di nuove soluzioni accattivanti. Un lavoro di indubbio valore artistico, meriterebbero di essere annoverati tra le migliori band del genere. Complimenti!
VOTO: 87/100
www.incomingcerebraloverdrive.com
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Antonio Leoncini