Il 21 giugno è festa della musica. Ma c’è da festeggiare?

Il 21 giugno, festa europea della musica, quest’anno compie 14 anni, sono tantissimi gli eventi musicali che si svolgeranno dal nord al sud della penisola. A testimoniare il fatto che la musica è viva nel nostro Paese, e che, nonostante tutto, creatività e talento resistono alle intemperie.
Questa data così importante ci permette anche di riflettere sullo stato di salute del “settore musica” in Italia. Una filiera molto composita che coinvolge tanti settori della promozione culturale, dell’industria e della distribuzione musicale.
Il 16 maggio oltre venti associazioni nazionali coinvolte nella promozione e diffusione della musica si sono costituite in un coordinamento nazionale, denominato provvisoriamente Amici della Musica, una sorta di "Nuovo Tavolo della Musica", aperto a tutti coloro che vorranno farne parte, che raccoglie il lavoro degli scorsi anni sui temi legislativi del settore e che raccoglie gli appelli emersi in questo ultimo mese a dare vita ad un solo soggetto unitario rappresentativo al massimo di tutta la filiera musicale.
Ma oltre alle belle serate di musica che ci aspettano nelle piazze e vie delle nostre città, c’è davvero da festeggiare?
L’orizzonte non sembra proprio dei più promettenti. Dalle prime dichiarazioni del Governo appare chiaro che investimenti sulla Cultura e sul settore musicale saranno molto pochi. E le finanze degli enti locali, che negli ultimi anni hanno svolto un ruolo straordinario di supporto a tutto il settore della promozione della Musica, sono al lumicino.
Le proposte di legge sullo Spettacolo e sulla Musica sono, per l’ennesima volta, al nastro di partenza. Dopo un lavoro di anni che ha coinvolto la maggior parte del sistema musicale italiano, auspichiamo che vengano acquisite da parlamento e governo molte delle proposte già formulate a suo tempo al legislatore.
La situazione previdenziale e lavorativa dei lavoratori dello spettacolo è grave. Manca un riconoscimento vero del ruolo di questo mondo, sono necessarie riforme serie degli strumenti che regolano il lavoro in questo settore, c’è bisogno di meno burocrazia e più tutele.
E’ fondamentale il sostegno ai giovani talenti dando la possibilità a tutta le filiera, alle autoproduzioni, alle produzioni indipendenti, di essere il volano di un crescita qualitativa e quantitativa delle nuove proposte musicali, sostenendo anche la musica dal vivo in tutte le sue forme.
Il nuovo soggetto è già al lavoro per un confronto serio anche sull’Enpals e le diposizione di questi ultimi mesi che riguardano la vicenda relativa agli obblighi contributivi per i cantanti in sala d’incisione rischia di mettere seriamente in crisi il lavoro di centinaia di piccole e medie imprese discografiche e migliaia di giovani artisti.
Il nuovo tavolo della musica sarà l’alleanza costruttiva di tutti i soggetti coinvolti nella produzione e nella promozione per poter davvero festeggiare ogni 21 giugno artisti, musicisti, operatori, lavoratori ed imprese che hanno a cuore la promozione della cultura nel nostro Paese.