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GLENN HUGHES IN CONCERTO

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MARTEDI’ 27 MAGGIO

GLENN HUGHES

@ MUSICDROME

Via Pier Alessandro Paravia,59 MILANO

INIZIO CONCERTO H 22

PREZZO DEL BIGLIETTO € 19 + D.P

PREVENDITA SU www.ticketone.it

Infoline: Tel.: 02 4036299-40

email: info@musicdrome.it

Glenn Hughes nasce a Cannock (Staffordshire) nel centro dell'Inghilterra il 21 agosto 1952. Nel periodo scolastico oltre ad essere appassionato di musica egli è anche grande appassionato di calcio. soccer. Da sempre amante del black and soul, i suoi miti giovanili furono (e lo sono tutt' ora) Motown, Stevie Wonder, James Brown, Glenn muove i suoi primi passi (musicalmente parlando) in alcune bands locali tra cui Mail, News ed i Finders Keepers, fino al 1969 quando finalmente è coinvolto in una band un po' piu' impegnativa, i Trapeze, insieme a Mel Galley e Dave Holland. In effetti il primo album comprende anche altri due membri, Terry Rowley e Michael John Jones, ma il combo incide solo "Trapeze", un disco variegato di varie fusioni musicali. Con il secondo album "Medusa", ecco che inizia ad evidenziarsi il misto funk rock che Glenn Hughes portera' avanti fino ai giorni nostri. Il disco contiene dei classici che ancora oggi Glenn ripropone dal vivo, Black cloud, Your love is alright, Touch my life. La voce di Glenn risulta essere immediatamente carismatica, ma la consacrazione arriva nel 1972, quando i Trapeze pubblicano "You are the music, we're just the band". Molti personaggi gia' noti alle platee vanno a vedere questa nuova band, tra questi Jon Lord e Ian Paice dei Deep Purple che spesso si recano al Marquee di Londra o al Whisky-a-go-go di Los Angeles. E cosi' un bel giorno dopo uno show al Marquee Jon Lord chiede a Glenn di entrare nei Deep Purple. E' l' occasione della vita, e Glenn non ha dubbi in proposito nella scelta. Anche gli appena formati Electric Light Orchestra vorrebbero coinvolgere Glenn, ma non si puo' rinunciare ai gia' famosi Deep Purple. Ritchie Blackmore cerca due tipi di cantanti per cambiare leggermente rotta nello stile Purple, e inizialmente chiede a Paul Rodgers di unirsi alla band ma egli rifiuta e cosi' mettono sul Melody Maker un'inserzione. Ad essa risponderà un certo David Coverdale, di professione commesso di abbigliamento, e dopo i successivi provini ecco che nel luglio 1973 nasce il mark 3 dei Deep Purple. Ed è subito "Burn", a mio parere un masterpiece di tutti i tempi. Qui si intravede anche lo stile Hughes in alcuni brani come "Sail away", ma per esigenze di contratto nel disco il nome di Glenn Hughes non appare come songwriter. Il pubblico accetta di buon grado la nuova line-up, e cosi', si parte per il tour americano all' inizio del 1974. Nello stesso anno la band pubblica "Stormbringer", e qui c'è il netto distacco dal vecchio stile Purple. Pezzi come "Love don't mean a thing", "Hold on" "Holy man" fanno arrivare nuovi fans amanti anche di altri generi musicali, ma Mr. Blackmore medita l' addio per chiare divergenze musicali, ed in piena rottura che si finisce il tour nell'aprile 1975 a Parigi. Ormai Blackmore ha in mente il suo nuovo progetto Rainbow, cosi' i Deep Purple ora sono alla ricerca di un degno chitarrista che rimpiazzi "the man in black".

E cosi' dopo aver interpellato alcuni "guitar man" tra cui anche Clem Clempson ( ex Humble Pie ), la scelta ricade su un americano che ha gia' suonato con la James Gang e addirittura in "Spectrum" di Billy Cobham. Il suo nome è Tommy Bolin. L' intesa con Glenn Hughes è subito evidente e il seguente album "Come taste the band" risulta essere un capolavoro di rock funky, anche se molti dei vecchi fans abbandonano la band. Questo disco è stato rivalutato forse troppo tardi, ma per conto mio, se dovessi scegliere 10 dischi da portarmi su un' isola non avrei nessuna esitazione a prendere questo tra i primi. Il disco contiene brani assolutamente inossidabili come "This Time Around" "Gettin' Tighter" "You Keep On Moving". Ancora oggi nei concerti di Glenn Hughes sono pezzi che non possono mancare nella scaletta. Purtroppo il tour 75-76 è caratterizzato dai molti alti e bassi di Tommy Bolin. tutto ciò dovuto all'eccessivo consumo di droghe, e quindi l' avventura dei Deep Purple si conclude a Liverpool la sera del 15 marzo 1976. Glenn e Tommy pensano anche di formare una loro band ma poi niente va per il verso giusto e così Bolin continua a suonare con una sua band e Glenn pensa ad un progetto solista.Progetto che si materializza nel 1977 con "Play me out", un album di puro funky dove partecipano anche due vecchi amici di Glenn, Mel Galley e Dave Holland, oltre a Pat Travers, Mark Nauseef e molti altri. E' un periodo abbastanza buio per Glenn, caratterizzato dal consumo di stupefacenti, ed infatti il successivo album "Four on the floor" del 1979 risulta praticamente sconosciuto al pubblico. Il disco è praticamente sperimantale e contiene anche delle tracce dei Rolling Stones.

Nel 1982 l' unione con Pat Thrall produce "Hughes/Thrall", che può essere considerato una pietra miliare nella carriera di mister Hughes. Il disco contiene pezzi rock, funky al limite del commerciale, come "I got your number", ma rimane comunque un capolavoro. Da ricordare anche la riedizione di "Coast to coast", già dei Trapeze.

Come già citato sopra, il problema principale di Glenn in questo periodo sono l'alcool e la droga. Cio' nonostante a metà degli anni ottanta partecipa in alcuni progetti a dir poco memorabili. Nel 1985 da la sua voce al progetto "Phenomena" con Tom Galley, Neil Murray, Cozy Powell, Mel Galley, John Thomas, Pat Thrall e molti altri. Il risultato è un concept album stupefacente, ai limiti della follia. Carico di atmosfere a volte demoniache e a volte celestiali, il tutto dovuto alla bravura di tutti gli strumentisti ma sopratutto alla sua voce inimitabile. E' impossibile dire quale puo' essere il brano migliore, è un susseguirsi di emozioni dall' inizio alla fine. Immediatamente dopo va alla corte di Tony Iommi (Black Sabbath), reduce dall'esperienza con Ian Gillan durata solo lo spazio di una stagione.

Ed ecco un altro capolavoro "Seventh Star", inizialmente cantato da Jeff Fenholt, poi ricantato da Glenn Hughes in maniera insuperabile. Cosa si puo' dire su pezzi come "Seventh Star", "No Stranger To Love" "Heart Like A Wheel". Purtroppo le cose non vanno molto bene nel successivo tour. Questo è dovuto ai problemi gia' citati da parte di Hughes, ma sopratutto ad un litigio con un manager. Costui colpisce Glenn con un pugno e questo provoca seri problemi alla voce del Nostro, che è costretto ad abbandonare il tour americano dopo solo 5 date. Lo rimpiazza un suo caro amico, il compianto Ray Gillen per la continuazione delle date in programma.

Nello stesso periodo Hughes registra un album con Gary Moore, dove canta quasi tutte le canzoni. Lo stile è tipico del guitar hero ex Thin Lizzy, e il risultato non puo' che essere esaltante. Negli anni successivi Hughes partecipa a vari show con John Norum e con Pat Thrall, oltre che in altri progetti come "Phenomena 2: Dream Runner" dove canta alcuni brani, "Dragnet", colonna sonora del film omonimo, poi nel 1991 decide che è arrivato il momento di cambiare vita.Basta droga, basta alcool. Hughes si rende conto che continuando cosi' non ha piu' sbocchi e allora mette una pietra sopra il suo passato molto travagliato. Canta in un singolo dei KLF "America, What Time Is Love", quasi dance, ma la sua voce è inconfondibile, partecipa alla colonna sonora di "Highlander 2" con un brano, e incide con John Norum "Face The Truth". Un grandissimo album di puro hard rock. Glenn canta 8 pezzi, e qui si puo' sentire che la sua voce negli anni è sempre la stessa, anzi forse è come il vino, invecchiando migliora. Poi "Blues" nel 1992, un altro saggio di straordinaria grandezza. E ora la richiesta si fa pressante. Glenn partecipa a vari progetti e canta in molti dischi dove la sua presenza da un tocco di magia. voglio citare "Sacred Groove" di George Lynch, "American Matador" di Marc Bonilla, dove canta la splendida "A Whiter Shade Of Pale" dei Procol Harum, e poi "Electric Pow Wow" di Stevie Salas, "Amen" con Mark Storace e Manfred Ehlert.In mezzo a tutto questo pubblica "From now on...", il suo album solista della rinascita. Un capolavoro di classic rock, seguito dal tour europeo e giapponese in cui registra "Burning Japan Live", il massimo dei massimi di un album live. Nel frattempo riforma i Trapeze per alcune date, poi nel 1995 incide "Feel", con il suo vecchio amico Pat Thrall. Feel è completamente diverso da From Now On, è rock funky, come piace a Lui, come è SEMPRE piaciuto a Lui. Seguono ancora vari progetti che potete trovare nella discografia completa, e nel 1996 il nuovo album si chiama "Addiction". qui si torna al rock duro con influenze leggermente grunge. Ora l' attivita' torna a essere molto proficua, e dopo tre anni di numerose partecipazioni in album di vari artisti ecco nel 1999 "The Way It Is", un album ancora diverso, come ormai è nel suo stile. L' album alterna periodi abbastanza hard ad altri soul e melodici, come Lui ci ha abituato. Il tour vede prima Hughes in Sud America, poi in alcune date europee con Michael Schenker e Thin Lizzy. Tour denominato non a caso "Essence of rock".

Si continua con "Return Of Crystal Karma", un disco che ha un carattere ed una spinta sovrumani. I più fortunati saranno riusciti a possedere la versione 2CD con un piccolo assaggio dei concerti del tour 2000.Gli anni 2000 sono caratterizzati, da molte partecipazioni in vari progetti differenti.Sia in studio che dal vivo.E negli ultimi tempi il nostro glenn spesso e' sbarcato anche qui da noi.

La vena artistica di hughes negli ultimi tempi sembra aver ritrovato un nuovo filone creativo.Voodoo Hill con il nostro Dario Mollo, Hughes Turner Project, con due dischi, un live e alcuni tour, oltre ai suoi dischi solisti, sempre diversi l' uno dall' altro.e poi ancora un disco con Tony Iommi registrato nel 96, ed un altro di prossima uscita.insomma, per i fans di glenn hughes non c' e' nessun pericolo di annoiarsi.

Jacopo Aloisi

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j.aloisi@virgilio.it


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