FRANCESCO DE GREGORI - Per Brevità Chiamato Artista

Label: Sony Bmg / Caravan
Anno: 2008
Tra un live e l’altro, Francesco De Gregori pubblica il suo diciannovesimo album in studio, Per brevità chiamato artista (Sony BMG 2008) dove sembra continuare ad inseguire il suo modello: Bob Dylan. La copertina rimanda a quella di Time out of mind e il sound dei primi due brani a quello di Modern times. Scarsa originalità? Forse, ma non è questo che si chiede principalmente al nostro cantautore e il blues veloce di Finestre rotte gli riesce veramente bene. Poi con Celebrazione torna a quel rock a tempo medio caratteristico della sua ultima produzione con un testo che forse fa riferimento al quarantennale del ’68. Volavola rende omaggio alla musica popolare con chiari riferimenti melodici e testuali alla quasi omonima canzone abruzzese (c’è lo zampino del suo amico di Penne Mimmo Locasciulli?). Si prosegue con una classica ballata, Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra, e con l’unica canzone non scritta da De Gregori, L’angelo di Lyon, cover di The Angel of Lyon del cantautore americano Tom Russell tradotta dal fratello Luigi Grechi di cui De Gregori aveva già inciso Il bandito e il campione. Subito dopo, l’invettiva di Carne umana per colazione, il gioco linguistico, però al servizio di una storia, de L’imperfetto e la conclusione per pianoforte ed archi de L’infinito.
Quest’ultimo album di Francesco De Gregori non può essere annoverato tra i suoi capolavori, ma è la dimostrazione che si può invecchiare bene musicalmente e trasmettere ancora emozioni a chi ha voglia di ascoltare con attenzione il percorso di una persona che, come nei contratti discografici e senza presunzione, per brevità è chiamato artista.
Voto: 70/100
www.francescodegregori.it
Domenico Spina