Due chiacchiere con i NoMoreDolls

1) Iniziamo parlando un po’ della vostra storia. Come si è formato il gruppo e quali sono le influenze musicali che hanno segnato la vostra strada?
Il gruppo si è formato nei primi del 2000. Cecilia ed io (Max) avevamo questo desiderio di metter su una band per suonare senza troppe “menate”, tipo rincorrere il successo, ma nemmeno accontentare il locale di turno che ti chiede di fare le cover di Vasco... Eravamo molto influenzati dalla musica degli anni 90, anche se ognuno di noi ha i gusti più diversi. Dai Foo Fighters ai Radiohead, passando per David Bowie e Motorpsycho. So che sembra un’accozzaglia di stili ma poi tutto è filtrato dal suonare tanto insieme e da tutte le esperienze che abbiamo fatto.
2) Come i Lacuna Coil anche voi avete assaporato il successo internazionale prima ancora di quello nazionale, puntando sul mercato estero. Come mai questa strategia? Gli italiani non capiscono la vostra musica?
Il nostro non è un successo commerciale paragonabile a quello dei Lacuna Coil. E’ un successo sulla scena indipendente americana: fatto di gente che viene ai concerti, compra i dischi o fa i download su iTunes, passa la parola a chiunque e ti aiuta di volta in volta ad accrescere il tuo seguito. Su queste basi abbiamo poi trovato anche agenzie per il booking più grandi soprattutto a New York e un bel successo di critica. Sicuro, quei numeri trasferiti in Italia rappresenterebbero un grosso successo commerciale! Però tutto questo non è frutto di una strategia. Volevamo davvero andare là dove il rock è nato e confrontarci “on the road” con le realtà locali. Ti assicuro che è stata un’avventura incredibile! 6 tour che ci hanno protati a vivere come in un film.... L’abbiamo fatto anche perchè Cecilia ha sempre cantato in inglese e il nostro primo disco (“Nomoredolls”, uscito nel 2005 in America) è stato la fotografia di quel bellissimo periodo.
3) Pensate che i gruppi dell’underground italiano debbano fare la stessa scelta?
Non lo so.... Ognuno trova la sua strada come crede; noi abbiamo fatto così non per il successo ma perchè volevamo vivere quelle esperienze. Siccome è uno “sbattimento” enorme, devi averne voglia davvero!
4) Ora tornate in Italia con un nuovo progetto musicale interamente cantato in italiano. La stessa cosa, o quasi, hanno fatto i Linea 77. Cosa vi ha portato a compiere questa scelta? Pensate che ora il pubblico italiano sia abbastanza maturo per la vostra musica?
E’ normale aver voglia di farsi ascoltare anche a casa propria, dopo tutto questo tempo. Il pubblico italiano è maturo come quello del resto del mondo. Solo da noi è più difficile arrivare al “grande pubblico” senza passare dai media più importanti. Bisogna anche dire che un pò di curiosità in più da parte di tutti aiuterebbe la musica del nostro Paese a crescere.
5) Il primo singolo del nuovo album, Killer, sta già riscuotendo molto successo. Cosa vi aspettate da questo album?
Che la gente cominci a conoscere i Nomoredolls, anche se il nostro stile e suono non sono quelli classici nazionali. E che faccia venir voglia di venire ad un nostro concerto, dove da sempre diamo il meglio di noi.
6) A quale gruppo italiano si avvicina di più lo stile dei NoMoroDolls?
Non abbiamo davvero riferimenti come band alla musica italiana. Magari qualcun altro da fuori potrebbe più facilmente fare degli accostamenti che noi non vediamo!
7) Avete in programma un tour per i mesi a seguire?
Certo!! Appena avremo le date precise sarete i primi a saperlo.
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