ARCADIA - Cold Cold Bodies


Label: VALERY RECORDS
Anno: 2008
Band ormai attiva da dieci anni, gli Arcadia tornano in campo con il nuovo Cold Cold Bodies, disco ultra moderno, di difficile posizionamento in un campo ben delineato, tante sono infatti le diverse influenze che emergono durante l’ascolto delle tredici tracce presenti sul disco. Sicuramente uno dei gruppi italiani più dediti ad una musica futuristica, che ingloba tutta la rabbia che una band in generale ‘nu-metal’ propone, unita a delle ritmiche compatte e articolate alla ‘Meshuggah’, supportate da linee vocali urticanti che si intrecciano tra i riff ultra compressi, puntellando il tutto con inserti industriali. Un album che scorre via tra alti e bassi, in cui gli alti sono certamente sottolineati da alcuni brani in cui si cerca di sperimentare e continuare un processo evolutivo che gli Arcadia non hanno mai smesso di alimentare, mentre i bassi corrispondono ad alcuni brani che ricalcano (troppo) alcune soluzioni più standard, che perdono in originalità e personalità. Probabilmente il loro genere musicale si potrebbe sintetizzare come un ‘Post-MetalCore’, ma cercare di delineare il loro sound è riduttivo, in quanto la proposta degli Arcadia deve farci comunque ricredere su quelle che sono le qualità dei ragazzi, al di sopra della media, sia come tecnica e sia come songwriting, nettamente superiore alla media, il che rende la loro proposta trascinante e accattivante, nonostante le mode sembrano abbiano già dimenticato l’ondata che fino a qualche anno fa ci immergeva di innumerevoli proposte musicali in campo crossover/nu-metal. La produzione è grintosa e cupa, ma sempre chiara nel delineare perfettamente ogni singolo strumento che va ad intersecarsi nel sound generale che rimane freddo e matematico, come il lavoro fatto alla batteria da Edoardo Niccodemo, martellante e di alto livello. Le vocals si alternano, screaming lancinanti e voci pulite sempre a rimarcare le ambientazioni angoscianti del sound, mentre il lavoro svolto alle chitarre non è sempre convincente, nonostante la tecnica e il sapersi destreggiare perfettamente con il resto della band.
Dopo una partenza trattenuta, dalla traccia ‘Coagulated And Almost Forgotten’ l’album comincia a crescere e trovare la giusta quadratura, grazie anche a brani come ‘Oxygen And A Very Good Pil’, in cui le caratteristiche degli Arcadia prendono forma, insieme alla buona dose di aggressività e tecnica che infarcisce il tutto. Dalla metà del disco le composizioni sembrano più ‘sicure’ e incarnano tutte le inquietudini che gli Arcadia vogliono mostrarci. Tra gli altri brani citiamo ‘It Corrodes The Stars’, che si avvale anche di inserti acustici, la più classica ‘Love Is Dead’, e la conclusiva ‘Of Rust, Needles And A Taste Of Blood’.
Cold Cold Bodied è un disco valido, che piacerà agli amanti del genere, forse per chi non è completamente immerso in queste sonorità sarà difficile da digerire, ma un plauso va fatto comunque agli Arcadia, che cercano di dare personalità al loro prodotto, e dimostrano di saper conoscere molto bene come modellare la musica che suonano.
VOTO: 75/100
www.arcadiacrew.com
www.myspace.com/arcadiabastardcore
Leoncini Antonio
Per contattare la redazione del sito Musica scrivere all'indirizzo email j.aloisi@virgilio.it