Antonius Rex – Switch On Dark

Antonio Bartoccetti è un cantante musicista che nel corso della sua lunga carriera iniziata nel 1966 ha dato vita a diversi progetti musicali. Jacula, Invisible Force e Dietro Noi Deserto hanno rappresentato delle realtà importanti della scena rock progressive italiano. Nel 1974, con l’album Neque semper arcum tendit rex, inizia il suo principale progetto, Antonius Rex, insieme a Doris Norton, tastiere e voce, e Albert Goodman, successivamente sostituito dall’attuale Jean Luc Jabouille, alla batteria. Precisione chirurgica nel creare musiche pregiate, segnate dal progressive, ma caratteristico di suoni dark e atmosfere esoteriche. Gli Antonius Rex creano un mondo magico dalla non facile comprensione, almeno superficialmente, dando all’ascoltatore la facoltà di indagare questa realtà e capirla, o rimanere alla sua apparenza.
Switch On dark è il loro ultimo lavoro in studio. Sicuramente uno dei migliori. Difficile catalogarlo sotto qualche genere. Ogni etichetta sarebbe riduttivo per un lavoro così complesso. Un’ora di rivelazioni, incubi e oscuri segreti. Naturalmente il tutto condito da una tecnica musicale di altissimo livello e all’unione perfetta dei suoni della chitarra con quelli delle tastiere, creando quegli ambienti classici nei film horror, rimarcando il tutto da voci aggressive alternate a canti femminili. L’album segue un proprio filo conduttore iniziato dal brano Perpetual Adoration , aperto da rintocco delle campane a morte, proseguito da toni acustici e concluso da suoni elettronici. Cosa dire del brano che da il nome al disco. Quasi venti minuti di musica che conducono l’ascoltatore in un lungo viaggio macabro dove organi e pianoforte fanno da contorno ad assoli magistrali di Bartoccetti, che continua a dare sfoggio delle proprie qualità tecniche anche nei pezzi Darkotic e Fairy Vision. L’album comprende anche un’extra bonus. Si tratta di una traccia cd-rom con il video di Perpetual Adoration.
Switch On Dark è un ottimo album. Distaccato da quel progressive presentato nei precedenti lavori della band, ma difficile da classificare. Ma sicuramente un lavoro di valore.
Jacopo Aloisi
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